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SUMMARY:🚩 SOPRAVVIVER AI? 14 novembre al CSA Intifada
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DESCRIPTION:🚩 SopravviverAI\n\n## A quale prezzo\, nelle mani di chi\, con 
	quali possibilità?\n\nSabato 14 novembre\, dalle ore 15:30 — CSA Intifada\
	n\nDai volantini ai fax\, dalle prime reti telematiche alle e-mail: fin da
	lla sua\nnascita il Centro Sociale Intifada attraversa le trasformazioni d
	ella\ncomunicazione con curiosità\, spirito critico e desiderio di sperime
	ntare.\n\nNon abbiamo mai creduto che una tecnologia fosse neutrale. Ogni 
	strumento nasce\ndentro rapporti economici e sociali precisi: può aprire p
	ossibilità\, ma anche\nconcentrare potere e produrre nuove dipendenze. Uti
	lizzarlo significa\ncomprenderlo\, riconoscere chi lo controlla e organizz
	arsi per non subirlo.\n\nOggi questo terreno di confronto si chiama intell
	igenza artificiale.\n\nL’AI sta già trasformando il lavoro\, la scuola\, l
	a comunicazione\, la cultura e\nl’accesso alla conoscenza. Non è una prome
	ssa futura\, ma un’infrastruttura del\npresente. La questione è a quale pr
	ezzo\, nelle mani di chi e con quali\npossibilità.\n\nPoche Big Tech contr
	ollano modelli\, infrastrutture\, dati\, accessi e regole di\nutilizzo. Tr
	asformano testi\, immagini\, linguaggi e conoscenze prodotti\ncollettivame
	nte in capitale privato\, per poi restituirceli come servizi\nproprietari.
	\n\nQuesto potere non agisce separatamente da quello politico. La crescent
	e\nsaldatura di interessi tra Big Tech e governi porta infrastrutture priv
	ate\ndentro amministrazioni\, servizi pubblici\, sistemi di sicurezza e pr
	ocessi\ndecisionali. Chi controlla dati\, algoritmi e strumenti di comunic
	azione acquista\ncosì anche la capacità di classificare\, sorvegliare\, or
	ientare e governare\ncomportamenti individuali e collettivi. L’AI diventa 
	non soltanto un mercato\, ma\nun dispositivo di controllo politico.\n\nDie
	tro la sua apparente immaterialità ci sono data center che consumano enorm
	i\nquantità di energia e acqua\, territori sottoposti a nuove pressioni es
	trattive e\nlavoro umano nascosto\, precario e sfruttato.\n\nNel mondo del
	 lavoro l’AI viene introdotta dall’alto: non per ridurre l’orario o\nredis
	tribuire il benessere\, ma per aumentare la produttività\, controllare le\
	nprestazioni\, comprimere salari e diritti e rendere sostituibili le perso
	ne. I\nprofitti dell’automazione vengono privatizzati\; i costi sociali sc
	aricati su chi\nlavora.\n\nIl monopolio dell’AI non è soltanto tecnologico
	. È economico\, politico e\nculturale.\n\nPer questo non basta imparare a 
	usare meglio una macchina. Serve costruire\nconoscenza critica\, condivide
	re competenze e organizzare il conflitto contro la\nprivatizzazione del sa
	pere\, lo sfruttamento del lavoro\, la concentrazione delle\ninfrastruttur
	e e l’uso politico dei dati.\n\nSopravviverAI sarà uno spazio di dibattito
	 e autoformazione collettiva.\nMetteremo in relazione impatto ambientale\,
	 trasformazioni del lavoro\, controllo\ntecnologico e concentrazione della
	 ricchezza. Partiremo dai rischi e dalle lotte\ngià aperte per discutere q
	uali forme di autorganizzazione possano trasformare\nl’AI da servizio impo
	sto e proprietario a terreno di autonomia e cooperazione.\n\nIn questo spa
	zio introdurremo anche le TeAZ come tema di discussione: relazioni\ntra pe
	rsone\, AI e comunità capaci di produrre conoscenza e trasformazione senza
	\nlasciare che ogni possibilità venga definita e recintata dalle piattafor
	me.\n\nNon vogliamo scegliere tra entusiasmo tecnologico e rifiuto nostalg
	ico.\n\nVogliamo conoscere gli strumenti\, riconoscere i rapporti di forza
	 che li\nattraversano e costruire insieme la capacità di usarli senza esse
	rne usati.\n\nNe discuteremo con Tommaso Tozzi\, Stefano Sansavini e Ferry
	 Byte\, cofondatori di\nStrano Network\, e con la sociologa Anna Carola Fr
	eschi.\n\nAlla discussione seguirà un momento pratico di autoformazione. I
	nvitiamo chi\nparteciperà a portare il proprio computer portatile.\n\n## P
	rogramma\n\nOre 15:30 — Apertura del dibattito\n\nInterventi di:\n\n- Tomm
	aso Tozzi\n\n- Stefano Sansavini\n\n- Ferry Byte\n\n- Anna Carola Freschi\
	n\nA seguire — Autoformazione collettiva\n\nCena a cura di Mukka Pazza\n\n
	Prenotazione Obbligatoria\n\n3286368464 MASSIMO (Whatsapp)\n\n\n\nDalle or
	e 23:00 — Urban Being Night\n\nAntonio Careka aka Black M\n\ne Hemp Line\n
	\nJova MC che presenta il nuovo album Conflitti\n\nSpecial guest Numa Crew
	\n\nIngresso 5€\n\nNon vogliamo subire l’intelligenza artificiale.\n\nNon 
	vogliamo delegarla agli specialisti.\n\nNon vogliamo consegnarla ai monopo
	li e ai governi.\n\nVogliamo conoscerla\, attraversarla e organizzarci.
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>🚩 SopravviverAI  </p><p>## A quale prezzo, 
	nelle mani di chi, con quali possibilità?</p><p><strong>Sabato 14 novembre
	, dalle ore 15:30 — CSA Intifada</strong></p><p>Dai volantini ai fax, dall
	e prime reti telematiche alle e-mail: fin dalla sua nascita il Centro Soci
	ale Intifada attraversa le trasformazioni della comunicazione con curiosit
	à, spirito critico e desiderio di sperimentare.</p><p>Non abbiamo mai cred
	uto che una tecnologia fosse neutrale. Ogni strumento nasce dentro rapport
	i economici e sociali precisi: può aprire possibilità, ma anche concentrar
	e potere e produrre nuove dipendenze. Utilizzarlo significa comprenderlo, 
	riconoscere chi lo controlla e organizzarsi per non subirlo.</p><p>Oggi qu
	esto terreno di confronto si chiama intelligenza artificiale.</p><p>L’AI s
	ta già trasformando il lavoro, la scuola, la comunicazione, la cultura e l
	’accesso alla conoscenza. Non è una promessa futura, ma un’infrastruttura 
	del presente. La questione è <strong>a quale prezzo, nelle mani di chi e c
	on quali possibilità</strong>.</p><p>Poche Big Tech controllano modelli, i
	nfrastrutture, dati, accessi e regole di utilizzo. Trasformano testi, imma
	gini, linguaggi e conoscenze prodotti collettivamente in capitale privato,
	 per poi restituirceli come servizi proprietari.</p><p>Questo potere non a
	gisce separatamente da quello politico. La crescente <strong>saldatura di 
	interessi tra Big Tech e governi</strong> porta infrastrutture private den
	tro amministrazioni, servizi pubblici, sistemi di sicurezza e processi dec
	isionali. Chi controlla dati, algoritmi e strumenti di comunicazione acqui
	sta così anche la capacità di classificare, sorvegliare, orientare e gover
	nare comportamenti individuali e collettivi. L’AI diventa non soltanto un 
	mercato, ma un dispositivo di controllo politico.</p><p>Dietro la sua appa
	rente immaterialità ci sono data center che consumano enormi quantità di e
	nergia e acqua, territori sottoposti a nuove pressioni estrattive e lavoro
	 umano nascosto, precario e sfruttato.</p><p>Nel mondo del lavoro l’AI vie
	ne introdotta dall’alto: non per ridurre l’orario o redistribuire il benes
	sere, ma per aumentare la produttività, controllare le prestazioni, compri
	mere salari e diritti e rendere sostituibili le persone. I profitti dell’a
	utomazione vengono privatizzati; i costi sociali scaricati su chi lavora.<
	/p><p><strong>Il monopolio dell’AI non è soltanto tecnologico. È economico
	, politico e culturale.</strong></p><p>Per questo non basta imparare a usa
	re meglio una macchina. Serve costruire conoscenza critica, condividere co
	mpetenze e organizzare il conflitto contro la privatizzazione del sapere, 
	lo sfruttamento del lavoro, la concentrazione delle infrastrutture e l’uso
	 politico dei dati.</p><p><strong>SopravviverAI</strong> sarà uno spazio d
	i dibattito e autoformazione collettiva. Metteremo in relazione impatto am
	bientale, trasformazioni del lavoro, controllo tecnologico e concentrazion
	e della ricchezza. Partiremo dai rischi e dalle lotte già aperte per discu
	tere quali forme di autorganizzazione possano trasformare l’AI da servizio
	 imposto e proprietario a terreno di autonomia e cooperazione.</p><p>In qu
	esto spazio introdurremo anche le <strong>TeAZ</strong> come tema di discu
	ssione: relazioni tra persone, AI e comunità capaci di produrre conoscenza
	 e trasformazione senza lasciare che ogni possibilità venga definita e rec
	intata dalle piattaforme.</p><p>Non vogliamo scegliere tra entusiasmo tecn
	ologico e rifiuto nostalgico.</p><p>Vogliamo conoscere gli strumenti, rico
	noscere i rapporti di forza che li attraversano e costruire insieme la cap
	acità di usarli senza esserne usati.</p><p>Ne discuteremo con <strong>Tomm
	aso Tozzi, Stefano Sansavini e Ferry Byte</strong>, cofondatori di <strong
	>Strano Network</strong>, e con la sociologa <strong>Anna Carola Freschi</
	strong>.</p><p>Alla discussione seguirà un momento pratico di autoformazio
	ne. Invitiamo chi parteciperà a portare il proprio computer portatile.</p>
	<p>## Programma</p><p><strong>Ore 15:30 — Apertura del dibattito</strong><
	/p><p>Interventi di:</p><p>- Tommaso Tozzi</p><p>- Stefano Sansavini</p><p
	>- Ferry Byte</p><p>- Anna Carola Freschi</p><p><strong>A seguire — Autofo
	rmazione collettiva</strong></p><p><strong>Cena a cura di Mukka Pazza</str
	ong></p><p>Prenotazione Obbligatoria</p><p>3286368464 MASSIMO (Whatsapp)</
	p><p> </p><p><strong>Dalle ore 23:00 — Urban Being Night</strong></p><p>An
	tonio Careka aka Black M</p><p>e Hemp Line </p><p>Jova MC che presenta il 
	nuovo album Conflitti </p><p>Special guest Numa Crew</p><p>Ingresso 5€</p>
	<p>Non vogliamo subire l’intelligenza artificiale.  </p><p>Non vogliamo de
	legarla agli specialisti.  </p><p>Non vogliamo consegnarla ai monopoli e a
	i governi.</p><p><strong>Vogliamo conoscerla, attraversarla e organizzarci
	.</strong></p>
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