BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
CALSCALE:GREGORIAN
PRODID:adamgibbons/ics
METHOD:PUBLISH
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VEVENT
UID:3711@lapunta.org
SUMMARY:Firenze è solo antifascista
DTSTAMP:20260416T082504Z
DTSTART:20240425T133000Z
DTEND:20240425T213000Z
DESCRIPTION:FIRENZE È SOLO ANTIFASCISTA!\n\nIL 25 APRILE TUTTI E TUTTE IN P
	IAZZA SANTO SPIRITO!\n\n\n\nCome ogni anno all'avvicinarsi del 25 aprile s
	tiamo vedendo come un po' ovunque\nsalti fuori chi si riscopre antifascist
	a. D'altra parte si sa\, le elezioni sono\nvicine e non c'è niente di megl
	io dell'agitare lo spauracchio del fascismo per\nraccattare due voti in pi
	ù...\n\nCome Firenze antifascista siamo consapevoli del pericolo rappresen
	tato dal\nfascismo\, in particolare in questo momento storico in cui il pa
	rtito erede del\nMSI è alla testa della maggioranza di governo. Allo stess
	o modo però riteniamo\ndoveroso respingere con forza l'opportunismo di chi
	 si riscopre antifascista\nsolo per convenienza quando poi nei fatti sosti
	ene le stesse identiche politiche\ndi coloro cui dicono di opporsi.\n\nPer
	 il terzo anno consecutivo arriviamo al 25 aprile in un contesto dominato\
	ndalla guerra\, una guerra che pur se combattuta geograficamente lontano h
	a un\nimpatto pesante sulle nostre vite: il sostegno economico e militare 
	del nostro\ngoverno a quello filonazista di Kiev\, così come l'appoggio al
	 genocidio\nperpetrato da Israele in Palestina\, hanno determinato un aume
	nto esponenziale\ndella spesa militare\, sempre più vicina a quel 2% del P
	IL chiesto dagli USA ai\npaesi NATO\, provocando come diretta conseguenza 
	tagli alla spesa sociale e\nprivatizzazioni\; in questa economia di guerra
	 gli unici a guadagnarci qualcosa\nsono i padroni\, che vedono i loro prof
	itti crescere a dismisura mentre\nlavoratori e lavoratrici che finanziano 
	la spesa pubblica con le loro tasse\nhanno sempre meno accesso a case\, sc
	uole\, sanità.\n\nLa guerra\, con le sue devastanti conseguenze anche sul 
	piano sociale\, per poter\nessere combattuta ha bisogno della pace sociale
	 sul cosiddetto "fronte interno":\nè in questa logica che vanno lette le u
	lteriori strette repressive ad opera del\ngoverno Meloni\, che come tutti 
	i suoi predecessori fa uso dell'emergenza di\nturno per varare pacchetti s
	icurezza apparentemente finalizzati a risolvere\nsituazioni specifiche\, m
	a che hanno come minimo comun denominatore la\nrepressione di tutto ciò ch
	e non è conforme al concetto di ordine imposto dal\nsistema\, e che caratt
	erizzandosi quindi come corpo estraneo potrebbe essere la\nscintilla di co
	nflitto sociale...\n\nInsieme ai pacchetti sicurezza\, che colpiscono i mi
	litanti dopo i fatti\, c'è poi\nla repressione preventiva\, che punisce le
	 persone non in base a reati commessi\nma solo a causa di una presunta "pe
	ricolosità sociale". La logica dietro a\nquesto impianto repressivo è all'
	origine della torsione autoritaria in atto\nnegli ultimi anni e il passagg
	io sempre più netto da stato di diritto a stato di\npolizia\, che si espri
	me su due fronti: da una parte c'è una sempre maggiore\nlibertà per questo
	ri e prefetti di scavalcare le leggi dello stato borghese con\nstrumenti e
	reditati dal codice Rocco di età fascista come fogli di via\, avvisi\noral
	i\, sorveglianza speciale\, limitazioni della libertà di manifestare\, e\n
	addirittura la richiesta dei sindacati di polizia di introdurre un Daspo p
	er i\nmanifestanti\; dall'altra quella in cui lo Stato esercita il suo mon
	opolio della\nviolenza dando il via libera alle forze di polizia di mangan
	ellare i\nmanifestanti nelle piazze\, come successo in tutta Italia e anch
	e a Firenze in\noccasione di manifestazioni di solidarietà con la Palestin
	a.\n\nIl 25 aprile per noi è una giornata in cui non solo ricordiamo la lo
	tta dei\npartigiani che hanno liberato la nostra città ma ci attrezziamo p
	er identificare\ne riconoscere i mille volti con cui il fascismo cerca di 
	ritornare tra noi\, e lo\nfacciamo in una piazza costruita dal basso e aut
	ogestita\, che non fa affidamento\nsu nulla se non sulla forza dei e delle
	 militanti che la animano.\n\nRiteniamo che ci sia un grande numero di rea
	ltà militanti e autorganizzate che\nogni giorno lavorano nei loro ambienti
	 specifici\, che siano le scuole\, i posti\ndi lavoro\, i quartieri\, per 
	migliorare le condizioni di vita delle classi\nlavoratrici e per contrasta
	re questo sistema che produce le condizioni perché il\nfascismo si riprese
	nti nelle sue diverse forme. Per questo motivo non possiamo\nfare a meno d
	i considerare questo tipo di lavoro come vera e propria pratica\nantifasci
	sta anche quando viene declinato all'interno di rivendicazioni\nspecifiche
	\, e pensiamo che queste esperienze vadano valorizzate e messe in\ncondizi
	one di alimentarsi l'una con l'altra del proprio lavoro e della propria\np
	ratica.\n\nPer questo invitiamo tutte quelle realtà politiche attive e pre
	senti sul\nterritorio fiorentino a fare propria e rilanciare la piazza del
	 25 aprile\, anche\ncon un appello pubblico\, perché l'antifascismo è prim
	a di tutto memoria attiva e\ncresce e si alimenta in dialettica con tutte 
	quelle spinte a cambiare la società\nche si esprimono ogni giorno nei quar
	tieri popolari\, nelle scuole\, nei posti di\nlavoro.\n\n\n\nORA E SEMPRE 
	RESISTENZA!
URL:https://lapunta.org/event/firenze-e-solo-antifascista
LOCATION:piazza santo spirito - piazza santo spirito\, Firenze
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:25_aprile,Firenze,FreePalestine,No Base,antifascismo
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>FIRENZE È SOLO ANTIFASCISTA! </p><p>IL 25 A
	PRILE TUTTI E TUTTE IN PIAZZA SANTO SPIRITO!</p><p></p><p>Come ogni anno a
	ll'avvicinarsi del 25 aprile stiamo vedendo come un po' ovunque salti fuor
	i chi si riscopre antifascista. D'altra parte si sa, le elezioni sono vici
	ne e non c'è niente di meglio dell'agitare lo spauracchio del fascismo per
	 raccattare due voti in più...</p><p>Come Firenze antifascista siamo consa
	pevoli del pericolo rappresentato dal fascismo, in particolare in questo m
	omento storico in cui il partito erede del MSI è alla testa della maggiora
	nza di governo. Allo stesso modo però riteniamo doveroso respingere con fo
	rza l'opportunismo di chi si riscopre antifascista solo per convenienza qu
	ando poi nei fatti sostiene le stesse identiche politiche di coloro cui di
	cono di opporsi.</p><p>Per il terzo anno consecutivo arriviamo al 25 april
	e in un contesto dominato dalla guerra, una guerra che pur se combattuta g
	eograficamente lontano ha un impatto pesante sulle nostre vite: il sostegn
	o economico e militare del nostro governo a quello filonazista di Kiev, co
	sì come l'appoggio al genocidio perpetrato da Israele in Palestina, hanno 
	determinato un aumento esponenziale della spesa militare, sempre più vicin
	a a quel 2% del PIL chiesto dagli USA ai paesi NATO, provocando come diret
	ta conseguenza tagli alla spesa sociale e privatizzazioni; in questa econo
	mia di guerra gli unici a guadagnarci qualcosa sono i padroni, che vedono 
	i loro profitti crescere a dismisura mentre lavoratori e lavoratrici che f
	inanziano la spesa pubblica con le loro tasse hanno sempre meno accesso a 
	case, scuole, sanità.</p><p>La guerra, con le sue devastanti conseguenze a
	nche sul piano sociale, per poter essere combattuta ha bisogno della pace 
	sociale sul cosiddetto "fronte interno": è in questa logica che vanno lett
	e le ulteriori strette repressive ad opera del governo Meloni, che come tu
	tti i suoi predecessori fa uso dell'emergenza di turno per varare pacchett
	i sicurezza apparentemente finalizzati a risolvere situazioni specifiche, 
	ma che hanno come minimo comun denominatore la repressione di tutto ciò ch
	e non è conforme al concetto di ordine imposto dal sistema, e che caratter
	izzandosi quindi come corpo estraneo potrebbe essere la scintilla di confl
	itto sociale...</p><p>Insieme ai pacchetti sicurezza, che colpiscono i mil
	itanti dopo i fatti, c'è poi la repressione preventiva, che punisce le per
	sone non in base a reati commessi ma solo a causa di una presunta "pericol
	osità sociale". La logica dietro a questo impianto repressivo è all'origin
	e della torsione autoritaria in atto negli ultimi anni e il passaggio semp
	re più netto da stato di diritto a stato di polizia, che si esprime su due
	 fronti: da una parte c'è una sempre maggiore libertà per questori e prefe
	tti di scavalcare le leggi dello stato borghese con strumenti ereditati da
	l codice Rocco di età fascista come fogli di via, avvisi orali, sorveglian
	za speciale, limitazioni della libertà di manifestare, e addirittura la ri
	chiesta dei sindacati di polizia di introdurre un Daspo per i manifestanti
	; dall'altra quella in cui lo Stato esercita il suo monopolio della violen
	za dando il via libera alle forze di polizia di manganellare i manifestant
	i nelle piazze, come successo in tutta Italia e anche a Firenze in occasio
	ne di manifestazioni di solidarietà con la Palestina.</p><p>Il 25 aprile p
	er noi è una giornata in cui non solo ricordiamo la lotta dei partigiani c
	he hanno liberato la nostra città ma ci attrezziamo per identificare e ric
	onoscere i mille volti con cui il fascismo cerca di ritornare tra noi, e l
	o facciamo in una piazza costruita dal basso e autogestita, che non fa aff
	idamento su nulla se non sulla forza dei e delle militanti che la animano.
	</p><p>Riteniamo che ci sia un grande numero di realtà militanti e autorga
	nizzate che ogni giorno lavorano nei loro ambienti specifici, che siano le
	 scuole, i posti di lavoro, i quartieri, per migliorare le condizioni di v
	ita delle classi lavoratrici e per contrastare questo sistema che produce 
	le condizioni perché il fascismo si ripresenti nelle sue diverse forme. Pe
	r questo motivo non possiamo fare a meno di considerare questo tipo di lav
	oro come vera e propria pratica antifascista anche quando viene declinato 
	all'interno di rivendicazioni specifiche, e pensiamo che queste esperienze
	 vadano valorizzate e messe in condizione di alimentarsi l'una con l'altra
	 del proprio lavoro e della propria pratica.</p><p>Per questo invitiamo tu
	tte quelle realtà politiche attive e presenti sul territorio fiorentino a 
	fare propria e rilanciare la piazza del 25 aprile, anche con un appello pu
	bblico, perché l'antifascismo è prima di tutto memoria attiva e cresce e s
	i alimenta in dialettica con tutte quelle spinte a cambiare la società che
	 si esprimono ogni giorno nei quartieri popolari, nelle scuole, nei posti 
	di lavoro.</p><p></p><p>ORA E SEMPRE RESISTENZA!</p>
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
UID:2215@lapunta.org
SUMMARY:25 Aprile a Valibona
DTSTAMP:20260416T082504Z
DTSTART:20230425T053000Z
DTEND:20230425T133000Z
DESCRIPTION:Martedì 25 aprile Camminata Resistente al Cippo di Valibona\n\n
	👉 7:30 Ritrovo al Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos (Via Chiella 4\, Camp
	i B.)\n👉 8:30 partenza dal tiro al piattello alle Croci di Calenzano della
	 camminata\nverso Valibona\n👉 Dalle 11:00 al memoriale interventi\, lettur
	e e musica resistente con\nExMacelli!\n👉 a seguire pranzo con panini&vino\
	n\n...e dopo scendiamo tutti in piazza Santo Spirito!
URL:https://lapunta.org/event/25-aprile-a-valibona
LOCATION:Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Via Chiella\, 4\, 50013 Campi
	 Bisenzio FI
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:25_aprile,Valibona
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Martedì 25 aprile Camminata Resistente al C
	ippo di Valibona </p><p>👉 7:30 Ritrovo al Cantiere Sociale Camilo Cienfueg
	os (Via Chiella 4, Campi B.) <br>👉 8:30 partenza dal tiro al piattello all
	e Croci di Calenzano della <u>c</u>amminata verso Valibona<br>👉 Dalle 11:0
	0 al memoriale interventi, letture e musica resistente con ExMacelli! <br>
	👉 a seguire pranzo con panini&amp;vino</p><p>...e <u>d</u>opo scendiamo tu
	tti in piazza Santo Spirito!</p>
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
UID:530@lapunta.org
SUMMARY:25 aprile 2022
DTSTAMP:20260416T082504Z
DTSTART:20220425T123000Z
DTEND:20220425T143000Z
DESCRIPTION:Dalle 14.30\nBanchini\, controinformazione\, interventi sul pal
	co e al cippo di Potente\, e\ncontributi musicali di Menestrello e Sakaten
	a & Tenore Fi (Romanticismo\nPeriferico)\n\nDalle 17.00\nCorteo per le str
	ade del quartiere\n\nDalle 21.00\nConcerto con Ivanoska e Luchaskalientes\
	n\nCONTRO LA GUERRA DEL CAPITALE\n“Non più guerra non più distruzione\, so
	lo forza che sa costruir”\n\n\n\nIL 25 APRILE DI FIRENZE ANTIFASCISTA\n\nI
	l 25 aprile saremo in Santo Spirito per rendere omaggio ai partigiani che\
	nentrarono in Oltrarno per liberare Firenze armi in pugno al grido di\n“In
	sorgiamo!”\n\nOggi viviamo in un contesto in cui uno scontro militare su l
	arga scala\, come fu\nin occasione della seconda guerra mondiale\, torna n
	uovamente all’ordine del\ngiorno.\n\nLa guerra é “un fatto” che la classe 
	dominante ci scarica addosso\nindipendentemente dalle nostre scelte e dai 
	nostri interessi.\n\nSe la guerra genera morte\, distruzione e disperazion
	e\, ciò non toglie che\nproprio in quel contesto possa generarsi una spint
	a all’emancipazione per la\ncostruzione di una società che sappia superare
	 la necessità della guerra e le\nsue logiche.\n\nQuesto é l’esempio che ci
	 hanno lasciato i Partigiani che scelsero di disertare\nla guerra del capi
	tale per muovere “guerra alla guerra”\, perché finisse prima\nperché con l
	a nascita di una nuova e più giusta società quella fosse l’ultima\nguerra.
	\n\nL’Italia fu liberata dal nazifascismo ma quella società non venne e qu
	ella\nspinta al cambiamento venne tradita anche da molti dei dirigenti che
	 fino a quel\nmomento sembravano averla desiderata. Oggi lo vediamo ancora
	 più chiaramente.\n\nSe ancora non piovono bombe sulla nostra città\, la g
	uerra é già qua: una volta\ndi più aumentano le spese militari a scapito d
	i scuole\, ospedali\, sanità\,\ntrasporti e servizi essenziali\, mentre il
	 rincaro delle bollette\, dei\ncarburanti\, di tutti i prezzi al consumo é
	 un altro duro colpo ai nostri salari\nin calo da trent’anni.\n\nQuesto si
	stema si arma\, produce le condizioni per la guerra per poi dichiararla\ne
	mergenza e in nome di essa giustifica il peggioramento generale delle nost
	re\ncondizioni di vita e rilancia un sempre più feroce sfruttamento dell’u
	omo\nsull’uomo\, sulla donna e sull’ambiente.\n\nLa guerra é infatti anche
	 una delle azioni maggiormente inquinanti e distruttive\nper il nostro pia
	neta. La crisi energetica che ne sta derivando sancisce la\npossibilità di
	 ritorno ad un uso massiccio del carbone e il rilancio del\nnucleare e ris
	chia di rimandare oltre il punto di non ritorno ogni dibattito\nsulla cris
	i climatica.\n\nIn Toscana\, oltre a quello di Livorno\, si sta già parlan
	do di un ennesimo\nrigassificatore davanti alle coste di Piombino per “acc
	ogliere” il gas\nstatunitense che dovrebbe sostituire quello russo e che n
	on solo avrà costo\nmaggiore in bolletta ma che evidentemente lo avrà anch
	e in termini ambientali.\n\nUno Stato in guerra serra i ranghi\, chiama al
	l’arruolamento\, all’unità nazionale\ne cerca di eliminare ogni elemento d
	i dissenso entro i propri confini.\n\nSe in Ucraina vengono messi fuori le
	gge tutti i partiti politici\ndell’opposizione\, in Francia invece la magi
	stratura scioglie il Coordinamento\nantifascista di Lione\, in Portogallo 
	un neonazista si vede revocato l’obbligo di\nfirma perché possa essere lib
	ero di andare a combattere nella Legione Straniera\ne in Italia gli antifa
	scisti finiscono sotto processo e spesso condannati come a\nFirenze e a Ge
	nova.\n\nA subire la repressione della Stato sono tutte quelle esperienze 
	che rimangono\nsu in terreno di incompatibilità nonostante la propaganda d
	i guerra.\n\nLa guerra viene tradotta in scontro di civiltà dove i neonazi
	sti vengono ormai\npresentati dalle tv e dai giornali nostrani come “comba
	ttenti per la libertà e\nla democrazia”.\n\nLa storia d’Italia ci aveva gi
	à dimostrato quali possano essere i legami tra\nStato\, basi NATO\, CIA\, 
	servizi segreti e neofascisti nel quadro dei tentativi di\ncolpo di stato 
	e della strategia della tensione.\n\nMai però avevamo assistito ad un pian
	o così smaccato di sdoganamento e\nesaltazione del nazifascismo.\n\nInfine
	 anche il piano umanitario condito in salsa suprematista viene piegato a\n
	questa logica al punto che i profughi della guerra in Ucraina hanno un\ntr
	attamento privilegiato rispetto ai profughi di altre guerre perché come la
	\npropaganda vorrebbe spiegarci “sono proprio come noi\, civilizzati\, bia
	nchi\,\nbiondi e cristiani”.\n\nNoi antifascisti\, nello scontro tra capit
	ali ci schieriamo contro il Capitale\,\nprima di tutto contro quello “di c
	asa nostra”\, dalla parte dei lavoratori e\ndelle lavoratrici contro la di
	soccupazione\, la strage sui posti di lavoro e il\ncarovita.\n\nIl nostro 
	impegno dev’essere quello di sottolineare le responsabilità del\ngoverno D
	raghi nel soffiare sui venti di guerra e nell’armare i neonazisti.\n\nIl n
	ostro impegno deve essere quello di opporci alla possibilità della nascita
	\ndi un Esercito Europeo rilanciato anche dal generale Figliuolo\, lo stes
	so\nincaricato da Draghi nella gestione pandemica.\n\nIl nostro impegno de
	ve essere quello di denunciare la presenza delle decine di\nbasi Usa e NAT
	O\, del disastro ambientale prodotto dalle esercitazioni militari\,\ndei c
	osti delle servitù militari che vengono pagate con soldi pubblici sottrars
	i\na settori con ben maggiore utilità sociale.\n\nIl nostro impegno deve e
	ssere quello di impedire che la propaganda di guerra e\ninterventista atte
	cchisca tra i nostri.\n\nIl nostro impegno deve essere quello di smaschera
	re ogni operazione opportunista\na partire dalle manifestazioni come quell
	e organizzate dal Sindaco Nardella in\nSanta Croce durante la quale é inte
	rvenuto un personaggio come Zelensky che\nglorifica il nazista Bandera com
	e eroe nazionale\, senza alcuna remora rispetto\nai morti nella Casa dei S
	indacati ad Odessa\, come se le 14 mila vittime della\nguerra in Donbass n
	on avessero responsabili e mandati.\n\nCi auguriamo che Nardella quest’ann
	o abbia il buongusto di tacere sulla\nResistenza perché non farebbe altro 
	che infangare il nome di ogni partigiano o\nbrigata uscisse dalla sua bocc
	a.\n\nPer il prossimo 25 aprile la Firenze Antifascista chiama in piazza t
	utti coloro\nche vogliono dire “basta!” e trasformare la loro indignazione
	 in un futuro\ndiverso e una prospettiva di pace\, fratellanza e solidarie
	tà.\n\nPER QUESTO\, PER ALTRO\, PER TUTTO!
URL:https://lapunta.org/event/25-aprile-2022
LOCATION:piazza santo spirito - piazza santo spirito\, Firenze
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:25_aprile,corteo,resistenza,santo_spirito
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Dalle 14.30<br>Banchini, controinformazione
	, interventi sul palco e al cippo di Potente, e contributi musicali di Men
	estrello e Sakatena &amp; Tenore Fi (Romanticismo Periferico)</p><p>Dalle 
	17.00<br>Corteo per le strade del quartiere</p><p>Dalle 21.00<br>Concerto 
	con Ivanoska e Luchaskalientes</p><p>CONTRO LA GUERRA DEL CAPITALE<br>“Non
	 più guerra non più distruzione, solo forza che sa costruir”</p><p></p><p>
	IL 25 APRILE DI FIRENZE ANTIFASCISTA</p><p>Il 25 aprile saremo in Santo Sp
	irito per rendere omaggio ai partigiani che entrarono in Oltrarno per libe
	rare Firenze armi in pugno al grido di “Insorgiamo!”</p><p>Oggi viviamo in
	 un contesto in cui uno scontro militare su larga scala, come fu in occasi
	one della seconda guerra mondiale, torna nuovamente all’ordine del giorno.
	</p><p>La guerra é “un fatto” che la classe dominante ci scarica addosso i
	ndipendentemente dalle nostre scelte e dai nostri interessi.</p><p>Se la g
	uerra genera morte, distruzione e disperazione, ciò non toglie che proprio
	 in quel contesto possa generarsi una spinta all’emancipazione per la cost
	ruzione di una società che sappia superare la necessità della guerra e le 
	sue logiche.</p><p>Questo é l’esempio che ci hanno lasciato i Partigiani c
	he scelsero di disertare la guerra del capitale per muovere “guerra alla g
	uerra”, perché finisse prima perché con la nascita di una nuova e più gius
	ta società quella fosse l’ultima guerra.</p><p>L’Italia fu liberata dal na
	zifascismo ma quella società non venne e quella spinta al cambiamento venn
	e tradita anche da molti dei dirigenti che fino a quel momento sembravano 
	averla desiderata. Oggi lo vediamo ancora più chiaramente.</p><p>Se ancora
	 non piovono bombe sulla nostra città, la guerra é già qua: una volta di p
	iù aumentano le spese militari a scapito di scuole, ospedali, sanità, tras
	porti e servizi essenziali, mentre il rincaro delle bollette, dei carburan
	ti, di tutti i prezzi al consumo é un altro duro colpo ai nostri salari in
	 calo da trent’anni.</p><p>Questo sistema si arma, produce le condizioni p
	er la guerra per poi dichiararla emergenza e in nome di essa giustifica il
	 peggioramento generale delle nostre condizioni di vita e rilancia un semp
	re più feroce sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla donna e sull’ambient
	e.</p><p>La guerra é infatti anche una delle azioni maggiormente inquinant
	i e distruttive per il nostro pianeta. La crisi energetica che ne sta deri
	vando sancisce la possibilità di ritorno ad un uso massiccio del carbone e
	 il rilancio del nucleare e rischia di rimandare oltre il punto di non rit
	orno ogni dibattito sulla crisi climatica.</p><p>In Toscana, oltre a quell
	o di Livorno, si sta già parlando di un ennesimo rigassificatore davanti a
	lle coste di Piombino per “accogliere” il gas statunitense che dovrebbe so
	stituire quello russo e che non solo avrà costo maggiore in bolletta ma ch
	e evidentemente lo avrà anche in termini ambientali.</p><p>Uno Stato in gu
	erra serra i ranghi, chiama all’arruolamento, all’unità nazionale e cerca 
	di eliminare ogni elemento di dissenso entro i propri confini.</p><p>Se in
	 Ucraina vengono messi fuori legge tutti i partiti politici dell’opposizio
	ne, in Francia invece la magistratura scioglie il Coordinamento antifascis
	ta di Lione, in Portogallo un neonazista si vede revocato l’obbligo di fir
	ma perché possa essere libero di andare a combattere nella Legione Stranie
	ra e in Italia gli antifascisti finiscono sotto processo e spesso condanna
	ti come a Firenze e a Genova.</p><p>A subire la repressione della Stato so
	no tutte quelle esperienze che rimangono su in terreno di incompatibilità 
	nonostante la propaganda di guerra.</p><p>La guerra viene tradotta in scon
	tro di civiltà dove i neonazisti vengono ormai presentati dalle tv e dai g
	iornali nostrani come “combattenti per la libertà e la democrazia”.</p><p>
	La storia d’Italia ci aveva già dimostrato quali possano essere i legami t
	ra Stato, basi NATO, CIA, servizi segreti e neofascisti nel quadro dei ten
	tativi di colpo di stato e della strategia della tensione.</p><p>Mai però 
	avevamo assistito ad un piano così smaccato di sdoganamento e esaltazione 
	del nazifascismo.</p><p>Infine anche il piano umanitario condito in salsa 
	suprematista viene piegato a questa logica al punto che i profughi della g
	uerra in Ucraina hanno un trattamento privilegiato rispetto ai profughi di
	 altre guerre perché come la propaganda vorrebbe spiegarci “sono proprio c
	ome noi, civilizzati, bianchi, biondi e cristiani”.</p><p>Noi antifascisti
	, nello scontro tra capitali ci schieriamo contro il Capitale, prima di tu
	tto contro quello “di casa nostra”, dalla parte dei lavoratori e delle lav
	oratrici contro la disoccupazione, la strage sui posti di lavoro e il caro
	vita.</p><p>Il nostro impegno dev’essere quello di sottolineare le respons
	abilità del governo Draghi nel soffiare sui venti di guerra e nell’armare 
	i neonazisti.</p><p>Il nostro impegno deve essere quello di opporci alla p
	ossibilità della nascita di un Esercito Europeo rilanciato anche dal gener
	ale Figliuolo, lo stesso incaricato da Draghi nella gestione pandemica.</p
	><p>Il nostro impegno deve essere quello di denunciare la presenza delle d
	ecine di basi Usa e NATO, del disastro ambientale prodotto dalle esercitaz
	ioni militari, dei costi delle servitù militari che vengono pagate con sol
	di pubblici sottrarsi a settori con ben maggiore utilità sociale.</p><p>Il
	 nostro impegno deve essere quello di impedire che la propaganda di guerra
	 e interventista attecchisca tra i nostri.</p><p>Il nostro impegno deve es
	sere quello di smascherare ogni operazione opportunista a partire dalle ma
	nifestazioni come quelle organizzate dal Sindaco Nardella in Santa Croce d
	urante la quale é intervenuto un personaggio come Zelensky che glorifica i
	l nazista Bandera come eroe nazionale, senza alcuna remora rispetto ai mor
	ti nella Casa dei Sindacati ad Odessa, come se le 14 mila vittime della gu
	erra in Donbass non avessero responsabili e mandati.</p><p>Ci auguriamo ch
	e Nardella quest’anno abbia il buongusto di tacere sulla Resistenza perché
	 non farebbe altro che infangare il nome di ogni partigiano o brigata usci
	sse dalla sua bocca.</p><p>Per il prossimo 25 aprile la Firenze Antifascis
	ta chiama in piazza tutti coloro che vogliono dire “basta!” e trasformare 
	la loro indignazione in un futuro diverso e una prospettiva di pace, frate
	llanza e solidarietà.</p><p>PER QUESTO, PER ALTRO, PER TUTTO!</p>
END:VEVENT
END:VCALENDAR
