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SUMMARY:Cena a sostegno di una scuola in Cisgiordania
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DESCRIPTION:CENA PER SOSTENERE UNA SCUOLA IN CISGIORDANIA\n\nContro censure
	 e ddl Romeo\, la scuola continua a parlare di guerre e genocidi.\n\nCena 
	vegetariana e vegana\n\nprenotazione entro il 28 marzo\n\nmessaggio whatsa
	pp al 3393430620\n\nASSEMBLEA SCUOLE PER LA PALESTINA\n\n_________________
	_______________________________________\n\nIL RAPPORTO CAMBRIDGE SULLE SCU
	OLE IN PALESTINA\n\nIl rapporto del centro REAL dell’Università di Cambrid
	ge\, aggiornato nel 2026\,\ndescrive il sistema educativo di Gaza come anc
	ora gravemente compromesso. Oltre\nil 90% delle scuole risulta danneggiato
	 o distrutto e circa 700.000 studenti non\nhanno avuto accesso regolare al
	l’istruzione\, più di 18.000 persone\, tra studenti\ne personale educativo
	\, sono state uccise\, mentre decine di migliaia sono rimaste\nferite.\n\n
	Le condizioni di sfollamento\, che coinvolgono oltre un milione di persone
	\, e la\ncrisi umanitaria rendono quasi impossibile la continuità didattic
	a.\n\nL’aggiornamento sottolinea che le perdite educative equivalgono orma
	i a circa\ncinque anni di istruzione e che esiste un rischio concreto di “
	generazione\nperduta”.\n\nIn questo contesto\, diversi osservatori parlano
	 di scolasticidio\, indicando una\ndistruzione sistematica dell’educazione
	.\n\nIl rapporto evidenzia infine l’urgenza di interventi internazionali p
	er\nricostruire scuole e garantire il diritto all’istruzione.\n\nNoi credi
	amo nella solidarietà internazionale tra popoli.
URL:https://lapunta.org/event/cena-a-sostegno-di-una-scuola-in-cisgiordania
LOCATION:Csa Next-Emerson - Via di Bellagio 15
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CATEGORIES:Cisgiordania,Scuola,diritto allo studio,🇵🇸 PALESTINA
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>CENA PER SOSTENERE UNA SCUOLA IN CISGIORDAN
	IA</p><p>Contro censure e ddl Romeo, la scuola continua a parlare di guerr
	e e genocidi.</p><p>Cena vegetariana e vegana</p><p>prenotazione entro il 
	28 marzo</p><p>messaggio whatsapp al 3393430620</p><p>ASSEMBLEA SCUOLE PER
	 LA PALESTINA</p><p>______________________________________________________
	__</p><p>IL RAPPORTO CAMBRIDGE SULLE SCUOLE IN PALESTINA</p><p>Il rapporto
	 del centro REAL dell’Università di Cambridge, aggiornato nel 2026, descri
	ve il sistema educativo di Gaza come ancora gravemente compromesso. Oltre 
	il 90% delle scuole risulta danneggiato o distrutto e circa 700.000 studen
	ti non hanno avuto accesso regolare all’istruzione, più di 18.000 persone,
	 tra studenti e personale educativo, sono state uccise, mentre decine di m
	igliaia sono rimaste ferite.</p><p>Le condizioni di sfollamento, che coinv
	olgono oltre un milione di persone, e la crisi umanitaria rendono quasi im
	possibile la continuità didattica.</p><p>L’aggiornamento sottolinea che le
	 perdite educative equivalgono ormai a circa cinque anni di istruzione e c
	he esiste un rischio concreto di “generazione perduta”.</p><p>In questo co
	ntesto, diversi osservatori parlano di scolasticidio, indicando una distru
	zione sistematica dell’educazione.</p><p>Il rapporto evidenzia infine l’ur
	genza di interventi internazionali per ricostruire scuole e garantire il d
	iritto all’istruzione.</p><p>Noi crediamo nella solidarietà internazionale
	 tra popoli.</p>
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UID:5251@lapunta.org
SUMMARY:Non c'è Pace senza Liberazione_presidio antifà per l'81esimo annive
	rsario della Liberazione di Prato e Flash mob per la Palestina
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DTSTART:20250907T160000Z
DTEND:20250907T220000Z
DESCRIPTION:DESCRIZIONE (segue comunicato)\n\n * 📌 dalle 18.00 alle 24: pre
	sidio antifà per celebrare l'81esimo anniversario\n   della Liberazione di
	 Prato dal nazi-fascismo 🚩Ci saranno interventi su\n   Memoria\, Resistenz
	a palestinese e curda\, ambiente\, diritti dell3 lavorator3\,\n   lotta tr
	ansfemminista\, diritti delle persone private della libertà nelle\n   carc
	eri e nei cpr\, lotta contro la militarizzazione oltre a contributi\n   ar
	tistici e musicali\n\n * 📌 alle 19.00: flash mob per la Palestina promosso
	 da Comitato 25 aprile e\n   Donne in Nero Prato 🍉 Seguirà intervento dei 
	Giovani Palestinesi. Partecipa\n   al flash mob\, porta il tuo corpo\, la 
	tua rabbia\, la bandiera delle Palestina\n   se ce l'hai e vestiti di nero
	\n\n * 📌 durante la durata del presidio sono previste queste attività: lab
	oratorio\n   di perline antifà\, laboratorio knit resistente (lavoro a mag
	lia)\, stencil\,\n   gessi e disegni per lo spazio prole (Ricordiamo che l
	a piazza è chiusa al\n   traffico e l3 bambin3 possono giocare liberamente
	) 🧶🎨🖌️\n\n * 📌 Porta uno strumento se ti va di condividere un po' di musica
	🥁🪇🪕 e un\n   telo/cuscino per stare comoda durante il presidio ù\n   \n   
	\n   \n   \n   \n   COMUNICATO DI CHIAMATA ALLA PIAZZA\n   \n   Non c’è pi
	ù tempo.\n   Sono passati più di ottant’anni dalla Liberazione dal nazi-fa
	scismo eppure\n   c’è ancora da resistere.\n   Oppure abbiamo smesso di fa
	rlo troppo presto e abbiamo accettato\, ci siamo\n   distratt3\, abbiamo d
	imenticato.\n   E ora non c’è più tempo.\n   Suona l’allarme della terra c
	he collassa\n   suona quello delle bombe\n   suona quello dei diritti soci
	ali che si sgretolano ogni giorno.\n   Davvero non c’è più tempo.\n   E’ p
	er questo che ti chiediamo di scendere in piazza.\n   Per attraversare e p
	residiare gli spazi di antifascismo e per non cedere\n   spazio al revisio
	nismo di gruppi neofascisti come Etruria 14.\n   Per onorare la Memoria di
	 chi ha dato la vita affinché fossimo liber3 dal\n   regime fascista.\n   
	Ogni giorno ci chiediamo se un domani migliore sia davvero possibile\, se\
	n   abbiamo davvero la forza di scriverlo\, se abbiamo la capacità di esse
	re\n   moltitudine di voci contro il racconto unico.\n   E ci diciamo che\
	, effettivamente\, non c’è più tempo e abbiamo almeno il\n   dovere e il p
	rivilegio di provarci.\n   La Liberazione o sarà per tutt3 o non sarà\, pe
	r questo motivo per noi\n   antifascismo è lotta contro il capitale e il c
	olonialismo\, è costruzione\n   della Pace e demilitarizzazione dei territ
	ori\, è cura dell’ambiente\,\n   autodeterminazione delle soggettività e d
	ei popoli\, cura dei diritti della\n   comunità queer\, di chi studia\, di
	 chi lavora\, è tutela dei beni comuni e\n   dello stato sociale\, è il di
	ritto di esprimere dissenso\, di manifestare\, di\n   scioperare.\n   Ma s
	opra ogni cosa non possiamo parlare di Liberazione senza pensare in ogni\n
	   luogo\, in ogni momento a quella che desideriamo per il popolo palestin
	ese.\n   La Memoria rischia pericolosamente di svuotarsi se non è strument
	o per\n   leggere ciò che accade oggi\, per imparare a dissentire\, a part
	eggiare\, a non\n   essere indifferent3.\n   Il tempo è quasi esaurito.\n 
	  A Gaza sono già morte più di cinquantamila persone.\n   Persone come noi
	\, come te.\n   Con degli affetti\, delle abitudini\, dei desideri.\n   Pe
	rsone inermi ammazzate dal colonialismo fascista\, dall’indifferenza\,\n  
	 dall’economia della guerra che schiaccia vite in nome del capitale.\n   I
	l 7 settembre ricorderemo le persone deportate dopo gli scioperi del ‘44\,
	\n   ricorderemo le gesta dell3 partigian3 che hanno liberato Prato.\n   M
	a qual è il senso di celebrare la Liberazione se intorno a noi continua ad
	\n   esserci oppressione?\n   Come possiamo stare in piazza a parlare di R
	esistenza se intorno a noi le\n   persone continuano a patire fame\, tortu
	ra\, deportazione e morte?\n   \n   Abbiamo bisogno di te\, di noi.\n   Fa
	cciamoci corpo comune\, convergiamo contro il fascismo di questo governo\,
	\n   contro l’oppressione che attraversa l’Europa e il mondo.\n   Disertia
	mo la guerra\, siamo corpo solidale con i popoli assediati\, siamo\n   ant
	ifascist3 e antisionist3.\n   Combattiamo il capitale\, l’economia della g
	uerra\, il sistema che ci vuole\n   sol3 per costruire un domani di Pace\,
	 solidarietà e mutualismo.\n   \n   Per questo ti aspettiamo in piazza del
	le Carceri domenica 7 settembre a\n   partire dalle ore 18 in poi.\n   Si 
	alterneranno interventi\, contributi artistici e musicali e ci sarà un\n  
	 flash mob in solidarietà al popolo palestinese alle ore 19.00 insieme all
	e\n   Donne in nero Prato.\n   E’ previsto anche uno spazio prole per l3 b
	ambin3.\n   \n   Non c’è Pace senza Liberazione: exist\, resist\, return\n
	   \n   \n   \n   \n   \n   \n\n
URL:https://lapunta.org/event/non-ce-pace-senza-liberazione_presidio-antifa
	-per-l81esimo-anniversario-della-liberazione-di-prato-e-flash-mob-per-la-p
	alestina
LOCATION:Prato\, Piazza delle Carceri - Piazza delle Carceri
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CATEGORIES:FreePalestine,Kurdistan,Scuola,ambiente,anticapitalismo,anticolo
	nialismo,antifascismo,antimilitarismo,antirazzismo,lavoro,memoria,transfem
	minismo,workshop
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>DESCRIZIONE (segue comunicato)</p><ul><li><
	p>📌 dalle 18.00 alle 24: presidio antifà per celebrare l'81esimo anniversa
	rio della Liberazione di Prato dal nazi-fascismo 🚩Ci saranno interventi su
	 Memoria, Resistenza palestinese e curda, ambiente, diritti dell3 lavorato
	r3, lotta transfemminista, diritti delle persone private della libertà nel
	le carceri e nei cpr, lotta contro la militarizzazione oltre a contributi 
	artistici e musicali</p></li><li><p>📌 alle 19.00: flash mob per la Palesti
	na promosso da Comitato 25 aprile e Donne in Nero Prato 🍉 Seguirà interven
	to dei Giovani Palestinesi. Partecipa al flash mob, porta il tuo corpo, la
	 tua rabbia, la bandiera delle Palestina se ce l'hai e vestiti di nero </p
	></li><li><p>📌 durante la durata del presidio sono previste queste attivit
	à: laboratorio di perline antifà, laboratorio knit resistente (lavoro a ma
	glia), stencil, gessi e disegni per lo spazio prole (Ricordiamo che la pia
	zza è chiusa al traffico e l3 bambin3 possono giocare liberamente) 🧶🎨🖌️</p>
	</li><li><p>📌 Porta uno strumento se ti va di condividere un po' di musica
	🥁🪇🪕 e un telo/cuscino per stare comoda durante il presidio ù</p><p></p><p>
	</p><p>COMUNICATO DI CHIAMATA ALLA PIAZZA</p><p>Non c’è più tempo.<br>Sono
	 passati più di ottant’anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo eppure c’è
	 ancora da resistere.<br>Oppure abbiamo smesso di farlo troppo presto e ab
	biamo accettato, ci siamo distratt3, abbiamo dimenticato.<br>E ora non c’è
	 più tempo.<br>Suona l’allarme della terra che collassa<br>suona quello de
	lle bombe<br>suona quello dei diritti sociali che si sgretolano ogni giorn
	o.<br>Davvero non c’è più tempo.<br>E’ per questo che ti chiediamo di scen
	dere in piazza.<br>Per attraversare e presidiare gli spazi di antifascismo
	 e per non cedere spazio al revisionismo di gruppi neofascisti come Etruri
	a 14.<br>Per onorare la Memoria di chi ha dato la vita affinché fossimo li
	ber3 dal regime fascista.<br>Ogni giorno ci chiediamo se un domani miglior
	e sia davvero possibile, se abbiamo davvero la forza di scriverlo, se abbi
	amo la capacità di essere moltitudine di voci contro il racconto unico.<br
	>E ci diciamo che, effettivamente, non c’è più tempo e abbiamo almeno il d
	overe e il privilegio di provarci.<br>La Liberazione o sarà per tutt3 o no
	n sarà, per questo motivo per noi antifascismo è lotta contro il capitale 
	e il colonialismo, è costruzione della Pace e demilitarizzazione dei terri
	tori, è cura dell’ambiente, autodeterminazione delle soggettività e dei po
	poli, cura dei diritti della comunità queer, di chi studia, di chi lavora,
	 è tutela dei beni comuni e dello stato sociale, è il diritto di esprimere
	 dissenso, di manifestare, di scioperare.<br>Ma sopra ogni cosa non possia
	mo parlare di Liberazione senza pensare in ogni luogo, in ogni momento a q
	uella che desideriamo per il popolo palestinese.<br>La Memoria rischia per
	icolosamente di svuotarsi se non è strumento per leggere ciò che accade og
	gi, per imparare a dissentire, a parteggiare, a non essere indifferent3.<b
	r>Il tempo è quasi esaurito.<br>A Gaza sono già morte più di cinquantamila
	 persone.<br>Persone come noi, come te.<br>Con degli affetti, delle abitud
	ini, dei desideri.<br>Persone inermi ammazzate dal colonialismo fascista, 
	dall’indifferenza, dall’economia della guerra che schiaccia vite in nome d
	el capitale.<br>Il 7 settembre ricorderemo le persone deportate dopo gli s
	cioperi del ‘44, ricorderemo le gesta dell3 partigian3 che hanno liberato 
	Prato.<br>Ma qual è il senso di celebrare la Liberazione se intorno a noi 
	continua ad esserci oppressione?<br>Come possiamo stare in piazza a parlar
	e di Resistenza se intorno a noi le persone continuano a patire fame, tort
	ura, deportazione e morte?</p><p>Abbiamo bisogno di te, di noi.<br>Facciam
	oci corpo comune, convergiamo contro il fascismo di questo governo, contro
	 l’oppressione che attraversa l’Europa e il mondo.<br>Disertiamo la guerra
	, siamo corpo solidale con i popoli assediati, siamo antifascist3 e antisi
	onist3.<br>Combattiamo il capitale, l’economia della guerra, il sistema ch
	e ci vuole sol3 per costruire un domani di Pace, solidarietà e mutualismo.
	</p><p>Per questo ti aspettiamo in piazza delle Carceri domenica 7 settemb
	re a partire dalle ore 18 in poi.<br>Si alterneranno interventi, contribut
	i artistici e musicali e ci sarà un flash mob in solidarietà al popolo pal
	estinese alle ore 19.00 insieme alle Donne in nero Prato.<br>E’ previsto a
	nche uno spazio prole per l3 bambin3.</p><p>Non c’è Pace senza Liberazione
	: exist, resist, return</p><p></p><p></p><p></p></li></ul><p></p>
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SUMMARY:La scuola agli studenti_presentazione libro
DTSTAMP:20260414T120323Z
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DTEND:20241214T220000Z
DESCRIPTION:Presentazione del libro: La scuola agli studenti\, l'istruzione
	 aecondaria negli\nanni Settanta (Armando 2024) con:\n\nLanfranco Rosso\, 
	autore\n\nGiordano lovascio\, archivio 68\n\nPietro Causarano\, unifi\n\nA
	 seguire cena a cura di Assemblea docenti\n\n
URL:https://lapunta.org/event/la-scuola-agli-studenti_presentazione-libro
LOCATION:Circolo arci san Niccolò - San Niccolò
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CATEGORIES:Scuola,memoria,presentazione libro,storia
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Presentazione del libro: La scuola agli stu
	denti, l'istruzione aecondaria negli anni Settanta (Armando 2024) con:</p>
	<p>Lanfranco Rosso, autore</p><p>Giordano lovascio, archivio 68</p><p>Piet
	ro Causarano, unifi</p><p>A seguire cena a cura di Assemblea docenti</p><p
	></p>
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SUMMARY:Presentazione di "La scuola va alla guerra"   con l'autore Antonio 
	Mazzeo +  dossier del Collettivo d'ateneo "La questione palestinese dentro
	 e fuori l'università"
DTSTAMP:20260414T120323Z
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DTEND:20240603T213000Z
DESCRIPTION:Lunedì 3 Giugno presentazione di "La scuola va alla guerra. Inc
	hiesta sulla\nmilitarizzazione dell'istruzione in Italia" con l'autore Ant
	onio Mazzeo con la\npartecipazione del Collettivo d'Ateneo che illustrerà 
	il proprio dossier su "La\nquestione palestinese dentro e fuori l'Universi
	tà"\n\nAlle 19.30 Apericena benefit\n\nAlle 21.00 presentazione del libro 
	con intervento di illustrazione del dossier\ndel collettivo d'Ateneo\n\n--
	--------------------------------------------------------------------------
	--------------------------------------------------------------------------
	-------------------------------------------------------------------\n\nLA 
	SCUOLA VA ALLA GUERRA\n\nInchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione 
	in Italia\n\nNel volume “La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militar
	izzazione\ndell’istruzione in Italia” Antonio Mazzeo descrive le modalità 
	con cui la scuola\nitaliana sta abdicando alle sue funzioni educative e fo
	rmative delle nuove\ngenerazioni\, consentendo alle Forze Armate e alle az
	iende produttrici di armi di\noccupare ogni sfera della didattica per fini
	 ideologici assolutamente in\ncontrasto con i valori costituzionali della 
	difesa delle libertà\, della\ndemocrazia\, della giustizia sociale e della
	 pace su cui si dovrebbe fondare\nl’istruzione pubblica.\n\nAntonio Mazzeo
	 avvia la sua riflessione descrivendo alcuni dei processi più\ndrammatici 
	che stanno investendo la scuola italiana. “Contemporaneamente alla\nprivat
	izzazione e precarizzazione del sistema educativo\, si assiste a un\nsoffo
	cante processo di militarizzazione delle istituzioni scolastiche e degli\n
	stessi contenuti culturali e formativi”\, afferma l’autore. “Come accadeva
	 ai\ntempi del fascismo\, le scuole tornano a essere caserme mentre le cas
	erme si\nconvertono in aule e palestre per formare lo studente-soldato vot
	ato\nall’obbedienza perpetua. Nelle scuole di ogni ordine e grado si speri
	mentano\ncomportamenti\, percorsi e curricula del tutto subalterni alle lo
	giche di guerra\ne agli interessi politico-militari\, complici innanzitutt
	o i governi che si\nalternano alla guida del Paese\, gli inamovibili buroc
	rati del ministero\ndell’Istruzione (e\, oggi\, del Merito) e i dirigenti 
	reclutati ormai solo se\nrigidi osservanti del pensiero neoliberista e mil
	itarista imperante”.\n\nGli esempi descritti sono numerosi anche se poco n
	oti all’opinione pubblica e\nspesso anche agli stessi educatori e insegnan
	ti. “Accade così che alle città\nd’arte\, ai musei e ai siti archeologici\
	, presidi e docenti preferiscano sempre\npiù le visite alle basi Usa e Nat
	o «ospitate» in Italia in barba alla\nCostituzione\; o quelle alle caserme
	\, agli aeroporti\, ai porti militari\, alle\ninstallazioni radar e alle i
	ndustrie belliche”. “Non c’è giorno che gli studenti\nnon vengano chiamati
	 ad assistere a cerimonie e parate militari\, presentat’arm e\nalzabandier
	a\, conferimenti di onorificenze\, mostre di antichi cimeli o di più\nmode
	rne tecnologie di distruzione. Ci sono poi le attività didattico-culturali
	\naffidate a generali e ammiragli docenti (dalla lettura e interpretazione
	 della\nCostituzione e della Storia all’educazione ambientale\, alla salut
	e\, alla lotta\nalla droga e alla prevenzione dei comportamenti classifica
	ti come «devianti»\,\nbullismo\, cyberbullismo\, ecc.)\; i cori e le bande
	 di studenti e soldati\; gli\nstage formativi su cacciabombardieri\, carri
	 armati\, sottomarini e fregate di\nguerra\; l’alternanza scuola-lavoro a 
	fianco dei reparti d’élite delle Forze\nArmate o nelle aziende produttrici
	 di armi. Il frenetico attivismo dei militari\nin ambito scolastico si man
	ifesta anche con la raccolta e la donazione di libri\ne ausili didattici a
	 studenti e istituti svantaggiati\; l’istituzione di borse di\nstudio o pr
	emi a carattere bellico e le pressioni sugli enti locali per\nintitolare n
	uovi plessi scolastici ”.\n\nMazzeo esprime altresì profonda preoccupazion
	e per la “progressiva\ntrasformazione delle strutture scolastiche a fini s
	icuritari” con\nl’installazione di videocamere agli ingressi e nei corrido
	i e la proliferazione\ndi dispositivi elettronici identificativi e di cont
	rollo sociale (tornelli ai\nportoni\, l’obbligatorietà per studenti e doce
	nti a indossare badge\,\nl’illegittima imposizione all’uso del rilevatore 
	elettronico delle presenze del\npersonale educativo\, ecc.).\n\n“In un ver
	o e proprio clima di caccia alle streghe e criminalizzazione generale\,\nq
	uestori e prefetti ordinano le incursioni delle forze di Polizia all’inter
	no\ndelle aule con perquisizioni a tappeto e cani antidroga sguinzagliati 
	a sniffare\nzaini\, giacche e cappotti”\, spiega l’autore. “Proliferano al
	tresì i divieti di\nriunione e delle attività autogestite degli studenti e
	 i locali scolastici\nvengono dichiarati off-limits in orario pomeridiano\
	, mentre viene minacciata\nl’azione penale e civile contro ogni forma di o
	ccupazione”. Al rafforzamento del\nprocesso di militarizzazione del sistem
	a scolastico concorrono poi\nl’approvazione di leggi che hanno conferito a
	i presidi poteri illimitati e\nistituzionalizzato gerarchie e discriminazi
	oni tra gli insegnanti\; la\nprecarizzazione della figura e delle funzioni
	 del docente\; il dilagante\nesautoramento degli organi collegiali\; l’uso
	 indiscriminato dei procedimenti\namministrativi contro il personale della
	 scuola disobbediente.\n\nNel capitolo finale del volume l’autore prova a 
	suggerire possibili percorsi\neducativi alternativi per “smilitarizzare” l
	’istruzione a sostegno della pace e\ndel disarmo\, della libertà di espres
	sione e insegnamento\, della scuola pubblica\ne dei valori fondamentali di
	 uguaglianza e giustizia sociale.\n\n\n\n￼￼￼￼￼￼￼￼￼Antonio Mazzeo è un inse
	gnante e saggista impegnato  nei temi della\npace\, del disarmo\, dell’amb
	iente\, dei diritti umani e della lotta  alle\ncriminalità mafiose. Collab
	ora con Il Manifesto e altre testate giornalistiche\nnazionali.\n\n\n\n\n\
	n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n
URL:https://lapunta.org/event/presentazione-di-la-scuola-va-alla-guerra-con
	-lautore-antonio-mazzeo
LOCATION:Csa Next-Emerson - Via di Bellagio 15
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CATEGORIES:Scuola,antimilitarismo,guerra
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Lunedì 3 Giugno presentazione di "<strong>L
	a scuola va alla guerra</strong>. Inchiesta sulla militarizzazione dell'is
	truzione in Italia" con l'autore Antonio Mazzeo con la partecipazione del 
	Collettivo d'Ateneo che illustrerà il proprio dossier su "La questione pal
	estinese dentro e fuori l'Università"</p><p>Alle 19.30 Apericena benefit</
	p><p>Alle 21.00 presentazione del libro con intervento di illustrazione de
	l dossier del collettivo d'Ateneo</p><p>----------------------------------
	--------------------------------------------------------------------------
	--------------------------------------------------------------------------
	-----------------------------------</p><p><strong>LA SCUOLA VA ALLA GUERRA
	</strong></p><p>Inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia
	</p><p>Nel volume “La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazi
	one dell’istruzione in Italia” Antonio Mazzeo descrive le modalità con cui
	 la scuola italiana sta abdicando alle sue funzioni educative e formative 
	delle nuove generazioni, consentendo alle Forze Armate e alle aziende prod
	uttrici di armi di occupare ogni sfera della didattica per fini ideologici
	 assolutamente in contrasto con i valori costituzionali della difesa delle
	 libertà, della democrazia, della giustizia sociale e della pace su cui si
	 dovrebbe fondare l’istruzione pubblica.</p><p>Antonio Mazzeo avvia la sua
	 riflessione descrivendo alcuni dei processi più drammatici che stanno inv
	estendo la scuola italiana. “Contemporaneamente alla privatizzazione e pre
	carizzazione del sistema educativo, si assiste a un soffocante processo di
	 militarizzazione delle istituzioni scolastiche e degli stessi contenuti c
	ulturali e formativi”, afferma l’autore. “Come accadeva ai tempi del fasci
	smo, le scuole tornano a essere caserme mentre le caserme si convertono in
	 aule e palestre per formare lo studente-soldato votato all’obbedienza per
	petua. Nelle scuole di ogni ordine e grado si sperimentano comportamenti, 
	percorsi e curricula del tutto subalterni alle logiche di guerra e agli in
	teressi politico-militari, complici innanzitutto i governi che si alternan
	o alla guida del Paese, gli inamovibili burocrati del ministero dell’Istru
	zione (e, oggi, del Merito) e i dirigenti reclutati ormai solo se rigidi o
	sservanti del pensiero neoliberista e militarista imperante”.</p><p>Gli es
	empi descritti sono numerosi anche se poco noti all’opinione pubblica e sp
	esso anche agli stessi educatori e insegnanti. “Accade così che alle città
	 d’arte, ai musei e ai siti archeologici, presidi e docenti preferiscano s
	empre più le visite alle basi Usa e Nato «ospitate» in Italia in barba all
	a Costituzione; o quelle alle caserme, agli aeroporti, ai porti militari, 
	alle installazioni radar e alle industrie belliche”. “Non c’è giorno che g
	li studenti non vengano chiamati ad assistere a cerimonie e parate militar
	i, presentat’arm e alzabandiera, conferimenti di onorificenze, mostre di a
	ntichi cimeli o di più moderne tecnologie di distruzione. Ci sono poi le a
	ttività didattico-culturali affidate a generali e ammiragli docenti (dalla
	 lettura e interpretazione della Costituzione e della Storia all’educazion
	e ambientale, alla salute, alla lotta alla droga e alla prevenzione dei co
	mportamenti classificati come «devianti», bullismo, cyberbullismo, ecc.); 
	i cori e le bande di studenti e soldati; gli stage formativi su cacciabomb
	ardieri, carri armati, sottomarini e fregate di guerra; l’alternanza scuol
	a-lavoro a fianco dei reparti d’élite delle Forze Armate o nelle aziende p
	roduttrici di armi. Il frenetico attivismo dei militari in ambito scolasti
	co si manifesta anche con la raccolta e la donazione di libri e ausili did
	attici a studenti e istituti svantaggiati; l’istituzione di borse di studi
	o o premi a carattere bellico e le pressioni sugli enti locali per intitol
	are nuovi plessi scolastici ”.</p><p>Mazzeo esprime altresì profonda preoc
	cupazione per la “progressiva trasformazione delle strutture scolastiche a
	 fini sicuritari” con l’installazione di videocamere agli ingressi e nei c
	orridoi e la proliferazione di dispositivi elettronici identificativi e di
	 controllo sociale (tornelli ai portoni, l’obbligatorietà per studenti e d
	ocenti a indossare badge, l’illegittima imposizione all’uso del rilevatore
	 elettronico delle presenze del personale educativo, ecc.).</p><p>“In un v
	ero e proprio clima di caccia alle streghe e criminalizzazione generale, q
	uestori e prefetti ordinano le incursioni delle forze di Polizia all’inter
	no delle aule con perquisizioni a tappeto e cani antidroga sguinzagliati a
	 sniffare zaini, giacche e cappotti”, spiega l’autore. “Proliferano altres
	ì i divieti di riunione e delle attività autogestite degli studenti e i lo
	cali scolastici vengono dichiarati off-limits in orario pomeridiano, mentr
	e viene minacciata l’azione penale e civile contro ogni forma di occupazio
	ne”. Al rafforzamento del processo di militarizzazione del sistema scolast
	ico concorrono poi l’approvazione di leggi che hanno conferito ai presidi 
	poteri illimitati e istituzionalizzato gerarchie e discriminazioni tra gli
	 insegnanti; la precarizzazione della figura e delle funzioni del docente;
	 il dilagante esautoramento degli organi collegiali; l’uso indiscriminato 
	dei procedimenti amministrativi contro il personale della scuola disobbedi
	ente.</p><p>Nel capitolo finale del volume l’autore prova a suggerire poss
	ibili percorsi educativi alternativi per “smilitarizzare” l’istruzione a s
	ostegno della pace e del disarmo, della libertà di espressione e insegname
	nto, della scuola pubblica e dei valori fondamentali di uguaglianza e gius
	tizia sociale.</p><p></p><p>￼￼￼￼￼￼￼￼￼<strong>Antonio Mazzeo </strong>è un 
	insegnante e saggista impegnato  nei temi della pace, del disarmo, dell’am
	biente, dei diritti umani e della lotta  alle criminalità mafiose. Collabo
	ra con Il Manifesto e altre testate giornalistiche nazionali.</p><p><br><b
	r></p><p><br><br></p><p><br><br></p><p><br><br></p><p><br><br></p><p><br><
	br></p><p><br><br></p>
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SUMMARY:VIA SALVINI DA LIVORNO! MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
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DESCRIPTION:MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA 02/05 P. GRANDE ORE 19.00: VIA SALV
	INI DA LIVORNO!\n\nGiovedì 2 Maggio il ministro delle infrastrutture Matte
	o Salvini sarà a Livorno\nper presentare un suo libro\, vergognosamente os
	pitato all'interno del cinema\nteatro “4 Mori”\, struttura gestita dalla C
	ompagnia Lavoratori Portuali\,\nrappresentando un insulto alla storia di q
	uesta città e a quella dei suoi\nlavoratori\, proprio all’indomani del Pri
	mo Maggio. Basti pensare alla riforma\ndei porti e alla privatizzazione ch
	e questo ministro e il suo governo stanno\nportando avanti per arricchire 
	gli armatori sulla pelle di chi lavora.\n\nLivorno è una città nata sui va
	lori di antirazzismo e antifascismo\, dove non è\ntollerato l’odio nei con
	fronti del diverso o del nuovo. Una città che è\ncresciuta grazie alle per
	sone migranti\, schernite e denigrate invece dai partiti\ndi destra come l
	a Lega\, Fratelli d’Italia\, ma anche da quei partiti che si\ndefiniscono 
	"di sinistra” pur non avendo mai fornito un aiuto reale e tangibile\nalle 
	persone sbarcate nei nostri porti.\n\nSalvini oltre ad essere stato fautor
	e di politiche razziste\, autoritarie e\ndiscriminatorie (ricordiamo il de
	creto Salvini\, o il caso della Sea Watch)\,\nporta avanti le stesse parol
	e d’ordine che sono state sfruttate durante il\nperiodo più buio della nos
	tra storia\, il regime fascista. Dio\, patria e\nfamiglia\, tre parole che
	 figure come Salvini\, Vannacci e Meloni hanno\ncontinuamente in bocca.\n\
	nSalvini e per estensione il suo partito\, rappresentano quell’Italia che 
	continua\na non garantire dei posti di lavoro sicuri e controllati\, che v
	ede tagliati i\nfondi ai centri d’aiuto per le persone soggette a violenza
	 domestica ma\nincentiva la presenza dei “Pro Vita” nei consultori. Quel p
	aese in cui aumentano\ni CPR e le violenze nei centri di detenzione (ricor
	diamo il recente caso del\nBeccaria)\, in cui si continua a tagliare fondi
	 per istruzione e sanità e a\nspendere sempre di più\, invece\, per le arm
	i e per i manganelli con cui vengono\nrepressi coloro che scelgono di mani
	festare il proprio dissenso.\n\nAllo stesso modo non possiamo permettere l
	a presenza del ministro che con\nl’iniziativa dell’Italia dei sì sostiene 
	attivamente le grandi opere a partire\ndalle trivelle fino ai rigassificat
	ori\, dal ponte sullo stretto al Tav. Opere\nche equivalgono a devastazion
	e di territori e a costi insostenibili pagati coi\nsoldi dei cittadini.\n\
	nNon possiamo tollerare che un soggetto come Salvini\, che ha le mani macc
	hiate\ndel sangue degli studenti morti in PCTO\, degli operai morti sul la
	voro\, delle\npersone a cui è stata spaccata la testa coi manganelli\, del
	le donne uccise da\nuomini\, figli sani del sistema patriarcale sostenuto 
	da Lega e partiti\nlimitrofi\, abbia la libertà di spargere parole d’odio 
	in un teatro della nostra\ncittà.\n\nPer questo giovedì 2 Maggio\, abbiamo
	 deciso di lanciare un corteo come Azione\nLivorno Antifascista\, a dimost
	razione che questa città è unita e non tollera la\npresenza di Salvini e d
	elle sue politiche fasciste\, razziste\, e discriminatorie\nsu ogni fronte
	.\n\nInvitiamo tutti coloro che condividono questa chiamata a scendere in 
	piazza e a\nfar circolare questo appello\, si chiede di non esporre nel co
	rso della\nmanifestazione simboli di partiti e/o liste elettorali.\n\nGIOV
	EDÌ 2\, ORE 19.00 RITROVO IN PIAZZA GRANDE: VIA SALVINI DA LIVORNO!
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	 ORE 19.00: VIA SALVINI DA LIVORNO!</p><p>Giovedì 2 Maggio il ministro del
	le infrastrutture Matteo Salvini sarà a Livorno per presentare un suo libr
	o, vergognosamente ospitato all'interno del cinema teatro “4 Mori”, strutt
	ura gestita dalla Compagnia Lavoratori Portuali, rappresentando un insulto
	 alla storia di questa città e a quella dei suoi lavoratori, proprio all’i
	ndomani del Primo Maggio. Basti pensare alla riforma dei porti e alla priv
	atizzazione che questo ministro e il suo governo stanno portando avanti pe
	r arricchire gli armatori sulla pelle di chi lavora.</p><p>Livorno è una c
	ittà nata sui valori di antirazzismo e antifascismo, dove non è tollerato 
	l’odio nei confronti del diverso o del nuovo. Una città che è cresciuta gr
	azie alle persone migranti, schernite e denigrate invece dai partiti di de
	stra come la Lega, Fratelli d’Italia, ma anche da quei partiti che si defi
	niscono "di sinistra” pur non avendo mai fornito un aiuto reale e tangibil
	e alle persone sbarcate nei nostri porti. </p><p>Salvini oltre ad essere s
	tato fautore di politiche razziste, autoritarie e discriminatorie (ricordi
	amo il decreto Salvini, o il caso della Sea Watch), porta avanti le stesse
	 parole d’ordine che sono state sfruttate durante il periodo più buio dell
	a nostra storia, il regime fascista. Dio, patria e famiglia, tre parole ch
	e figure come Salvini, Vannacci e Meloni hanno continuamente in bocca.</p>
	<p>Salvini e per estensione il suo partito, rappresentano quell’Italia che
	 continua a non garantire dei posti di lavoro sicuri e controllati, che ve
	de tagliati i fondi ai centri d’aiuto per le persone soggette a violenza d
	omestica ma incentiva la presenza dei “Pro Vita” nei consultori. Quel paes
	e in cui aumentano i CPR e le violenze nei centri di detenzione (ricordiam
	o il recente caso del Beccaria), in cui si continua a tagliare fondi per i
	struzione e sanità e a spendere sempre di più, invece, per le armi e per i
	 manganelli con cui vengono repressi coloro che scelgono di manifestare il
	 proprio dissenso.</p><p>Allo stesso modo non possiamo permettere la prese
	nza del ministro che con l’iniziativa dell’Italia dei sì sostiene attivame
	nte le grandi opere a partire dalle trivelle fino ai rigassificatori, dal 
	ponte sullo stretto al Tav. Opere che equivalgono a devastazione di territ
	ori e a costi insostenibili pagati coi soldi dei cittadini.</p><p>Non poss
	iamo tollerare che un soggetto come Salvini, che ha le mani macchiate del 
	sangue degli studenti morti in PCTO, degli operai morti sul lavoro, delle 
	persone a cui è stata spaccata la testa coi manganelli, delle donne uccise
	 da uomini, figli sani del sistema patriarcale sostenuto da Lega e partiti
	 limitrofi, abbia la libertà di spargere parole d’odio in un teatro della 
	nostra città.</p><p>Per questo giovedì 2 Maggio, abbiamo deciso di lanciar
	e un corteo come Azione Livorno Antifascista, a dimostrazione che questa c
	ittà è unita e non tollera la presenza di Salvini e delle sue politiche fa
	sciste, razziste, e discriminatorie su ogni fronte.</p><p>Invitiamo tutti 
	coloro che condividono questa chiamata a scendere in piazza e a far circol
	are questo appello, si chiede di non esporre nel corso della manifestazion
	e simboli di partiti e/o liste elettorali. </p><p>GIOVEDÌ 2, ORE 19.00 RIT
	ROVO IN PIAZZA GRANDE: VIA SALVINI DA LIVORNO!</p>
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