BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
CALSCALE:GREGORIAN
PRODID:adamgibbons/ics
METHOD:PUBLISH
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VEVENT
UID:4821@lapunta.org
SUMMARY:Presidio per Ghespe al carcere di Spoleto
DTSTAMP:20260414T213210Z
DTSTART:20250426T130000Z
DESCRIPTION:Il compagno anarchico Salvatore Vespertino si trova detenuto ne
	l carcere di\nSpoleto.\n\nL’arresto è avvenuto in Spagna in esecuzione di 
	un mandato d’arresto europeo per\nuna condanna a 8 anni\, resa definitiva 
	da una sentenza della Cassazione del\n2023\, che ha sancito la fine del co
	siddetto “processo Panico”.\n\nNello specifico\, Ghespe (com’è conosciuto 
	da compagn e amic) è stato condannato\nper il ferimento di un artificiere 
	della Polizia che ha incautamente preso a\ncalci un manufatto contenente p
	olvere pirica posto all’esterno della libreria\nfascista “Il Bargello” a F
	irenze\, la notte del 31 dicembre 2016. Sarebbe\nsenz’altro ironico che un
	 professionista sia incorso nel più banale degli\nincidenti di Capodanno.\
	n\nLo sarebbe\, se non fosse che questa vicenda – assieme ad altri episodi
	 legati\nalla lotta in corso nella città di Firenze contro la militarizzaz
	ione\,\nl’apertura di nuove sedi fasciste e l’arroganza sbirresca è stata 
	usata dallo\nStato per colpire i/le compagn anarchic e le loro realtà di a
	ppartenenza\, con\ncondanne di varia entità.\n\nIn occasione del suo arres
	to e durante l’inizio della sua detenzione\, lo Stato\nspagnolo rappresent
	ato dalle sue servili guardie carcerarie\, ha voluto mostrare\na Ghespe ch
	e il sadismo non è esclusiva dei secondini italiani.\n\nNulla di speciale\
	, tocca dire. Nelle carceri di tutto il mondo si tortura. Tutti\nlo sanno.
	 E tutti lo accettano\, per paura… prima di tutto di finirci dentro.\n\nCo
	sì il nostro compagno\, posto in custodia di uno Stato occidentale\, presu
	nto\nfaro di civiltà\, è stato costretto a fare ciò che si fa nella giungl
	a. Lottare\nper sopravvivere\, ferirsi e sanguinare per restare vivi.\n\nR
	esosi conto che la permanenza in quel carcere era molto pericolosa e senz’
	altro\nmemore delle biografie di molti compagni che lo hanno preceduto nel
	lo scontro\ncon le istituzioni totali\, armato di coraggio e di qualche ar
	nese occasionale si\nè tagliato gli avambracci. Questa azione ed il conseg
	uente trasferimento per\nricevere le cure necessarie hanno permesso al nos
	tro compagno di uscire da una\nsituazione inaffrontabile per poi rientrare
	\, ancora detenuto\, purtroppo\, in\nItalia\, dove deve scontare 5 anni e 
	mezzo di pena residua (dopo un anno e mezzo\nscontato in via preventiva).\
	n\nNon sono riusciti a inserire Salvatore Vespertino nella lista dei suici
	di di\nStato.\n\nLunga vita a Ghespe e a tutti i ribelli!\n\nIl capitale u
	ccide in galera\, in fabbrica\, in guerra. Distrugge tutto ciò che\nc’è di
	 bello per la smania di dominio di gruppi ristrettissimi. Per tutti gli\na
	ltri l’unica opzione sensata è cospirare per la sua distruzione. Non ci si
	 può\ndichiarare neutrali di fronte a un’offensiva scatenata unilateralmen
	te e\nquotidianamente.\n\nSe la parola d’ordine dello stato è sempre di pi
	ù repressione noi risponderemo\nSOLIDARIETÀ.\n\n\n\nSABATO 26/4 ORE 15 PRE
	SIDIO PRESSO IL CARCERE DI SPOLETO (PG) LOCALITÀ MAIANO\n10.
URL:https://lapunta.org/event/presidio-per-ghespe-al-carcere-di-spoleto
LOCATION:Carcere di Spoleto - Località Maiano 10\, Spoleto (PG)
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:Firenze,Pisa,Spoleto,carcere,solidarietà
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Il compagno anarchico Salvatore Vespertino 
	si trova detenuto nel carcere di Spoleto.</p><p>L’arresto è avvenuto in Sp
	agna in esecuzione di un mandato d’arresto europeo per una condanna a 8 an
	ni, resa definitiva da una sentenza della Cassazione del 2023, che ha sanc
	ito la fine del cosiddetto “processo Panico”.</p><p>Nello specifico, Ghesp
	e (com’è conosciuto da compagn<em> e amic</em>) è stato condannato per il 
	ferimento di un artificiere della Polizia che ha incautamente preso a calc
	i un manufatto contenente polvere pirica posto all’esterno della libreria 
	fascista “Il Bargello” a Firenze, la notte del 31 dicembre 2016. Sarebbe s
	enz’altro ironico che un professionista sia incorso nel più banale degli i
	ncidenti di Capodanno.</p><p>Lo sarebbe, se non fosse che questa vicenda –
	 assieme ad altri episodi legati alla lotta in corso nella città di Firenz
	e contro la militarizzazione, l’apertura di nuove sedi fasciste e l’arroga
	nza sbirresca è stata usata dallo Stato per colpire i/le compagn<em> anarc
	hic</em> e le loro realtà di appartenenza, con condanne di varia entità.</
	p><p>In occasione del suo arresto e durante l’inizio della sua detenzione,
	 lo Stato spagnolo rappresentato dalle sue servili guardie carcerarie, ha 
	voluto mostrare a Ghespe che il sadismo non è esclusiva dei secondini ital
	iani.</p><p>Nulla di speciale, tocca dire. Nelle carceri di tutto il mondo
	 si tortura. Tutti lo sanno. E tutti lo accettano, per paura… prima di tut
	to di finirci dentro.</p><p>Così il nostro compagno, posto in custodia di 
	uno Stato occidentale, presunto faro di civiltà, è stato costretto a fare 
	ciò che si fa nella giungla. Lottare per sopravvivere, ferirsi e sanguinar
	e per restare vivi.</p><p>Resosi conto che la permanenza in quel carcere e
	ra molto pericolosa e senz’altro memore delle biografie di molti compagni 
	che lo hanno preceduto nello scontro con le istituzioni totali, armato di 
	coraggio e di qualche arnese occasionale si è tagliato gli avambracci. Que
	sta azione ed il conseguente trasferimento per ricevere le cure necessarie
	 hanno permesso al nostro compagno di uscire da una situazione inaffrontab
	ile per poi rientrare, ancora detenuto, purtroppo, in Italia, dove deve sc
	ontare 5 anni e mezzo di pena residua (dopo un anno e mezzo scontato in vi
	a preventiva).</p><p>Non sono riusciti a inserire Salvatore Vespertino nel
	la lista dei suicidi di Stato.</p><p>Lunga vita a Ghespe e a tutti i ribel
	li!</p><p>Il capitale uccide in galera, in fabbrica, in guerra. Distrugge 
	tutto ciò che c’è di bello per la smania di dominio di gruppi ristrettissi
	mi. Per tutti gli altri l’unica opzione sensata è cospirare per la sua dis
	truzione. Non ci si può dichiarare neutrali di fronte a un’offensiva scate
	nata unilateralmente e quotidianamente.</p><p>Se la parola d’ordine dello 
	stato è sempre di più repressione noi risponderemo SOLIDARIETÀ.</p><p></p>
	<p>SABATO 26/4 ORE 15 PRESIDIO PRESSO IL CARCERE DI SPOLETO (PG) LOCALITÀ 
	MAIANO 10.</p>
END:VEVENT
END:VCALENDAR
