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SUMMARY:Decolonizziamo l'Università - con Mjriam Abu Samra - Dibattito e ce
	na
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DESCRIPTION:Negli ultimi tempi\, la gravità dei crimini del regime sionista
	 ha portato\nsettori sempre più larghi a denunciare il genocidio invocando
	 il rispetto del\ndiritto internazionale. Ma è sufficiente\, oppure è nece
	ssario ripensare le\nstesse categorie con cui affrontiamo la solidarietà c
	on la lotta per la\nPalestina? Dibattere di questo tema è particolarmente 
	centrale nella lotta per\nil boicottaggio accademico di Israele.\n\nNe par
	liamo al plesso di Via Laura occupata con Mjriam Abu Samra\, ricercatrice\
	nitalo-palestinese e co-autrice del libro "Ritorno a Gaza".\n\nRendiamo l'
	università occupata un presidio di auto-formazione ed elaborazione\npoliti
	ca per rafforzare la mobilitazione contro il genocidio e l'apartheid\nsion
	ista\, sostenuto dalle politiche di tagli e riarmo del governo Meloni.\n\n
	Anche live sul canale youtube de La Voce delle Lotte!
URL:https://lapunta.org/event/decolonizziamo-luniversita-con-mjriam-abu-sam
	ra-dibattito-e-cena
LOCATION:Scuola di Studi Umanistici e della Formazione - Università degli S
	tudi di Firenze - Via Laura\, 48\, 50121 Firenze FI
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CATEGORIES:FreePalestine,Gaza,Palestina,anticapitalismo,anticolonialismo,an
	tiimperialismo,dirittointernazionale,freegaza,occupazione,palestinalibera,
	sciopero,stopgenocidio
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Negli ultimi tempi, la gravità dei crimini 
	del regime sionista ha portato settori sempre più larghi a denunciare il g
	enocidio invocando il rispetto del diritto internazionale. Ma è sufficient
	e, oppure è necessario ripensare le stesse categorie con cui affrontiamo l
	a solidarietà con la lotta per la Palestina? Dibattere di questo tema è pa
	rticolarmente centrale nella lotta per il boicottaggio accademico di Israe
	le.</p><p>Ne parliamo al plesso di Via Laura occupata con Mjriam Abu Samra
	, ricercatrice italo-palestinese e co-autrice del libro "Ritorno a Gaza".<
	/p><p>Rendiamo l'università occupata un presidio di auto-formazione ed ela
	borazione politica per rafforzare la mobilitazione contro il genocidio e l
	'apartheid sionista, sostenuto dalle politiche di tagli e riarmo del gover
	no Meloni.</p><p>Anche live sul canale youtube de La Voce delle Lotte!</p>
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UID:5251@lapunta.org
SUMMARY:Non c'è Pace senza Liberazione_presidio antifà per l'81esimo annive
	rsario della Liberazione di Prato e Flash mob per la Palestina
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DTSTART:20250907T160000Z
DTEND:20250907T220000Z
DESCRIPTION:DESCRIZIONE (segue comunicato)\n\n * 📌 dalle 18.00 alle 24: pre
	sidio antifà per celebrare l'81esimo anniversario\n   della Liberazione di
	 Prato dal nazi-fascismo 🚩Ci saranno interventi su\n   Memoria\, Resistenz
	a palestinese e curda\, ambiente\, diritti dell3 lavorator3\,\n   lotta tr
	ansfemminista\, diritti delle persone private della libertà nelle\n   carc
	eri e nei cpr\, lotta contro la militarizzazione oltre a contributi\n   ar
	tistici e musicali\n\n * 📌 alle 19.00: flash mob per la Palestina promosso
	 da Comitato 25 aprile e\n   Donne in Nero Prato 🍉 Seguirà intervento dei 
	Giovani Palestinesi. Partecipa\n   al flash mob\, porta il tuo corpo\, la 
	tua rabbia\, la bandiera delle Palestina\n   se ce l'hai e vestiti di nero
	\n\n * 📌 durante la durata del presidio sono previste queste attività: lab
	oratorio\n   di perline antifà\, laboratorio knit resistente (lavoro a mag
	lia)\, stencil\,\n   gessi e disegni per lo spazio prole (Ricordiamo che l
	a piazza è chiusa al\n   traffico e l3 bambin3 possono giocare liberamente
	) 🧶🎨🖌️\n\n * 📌 Porta uno strumento se ti va di condividere un po' di musica
	🥁🪇🪕 e un\n   telo/cuscino per stare comoda durante il presidio ù\n   \n   
	\n   \n   \n   \n   COMUNICATO DI CHIAMATA ALLA PIAZZA\n   \n   Non c’è pi
	ù tempo.\n   Sono passati più di ottant’anni dalla Liberazione dal nazi-fa
	scismo eppure\n   c’è ancora da resistere.\n   Oppure abbiamo smesso di fa
	rlo troppo presto e abbiamo accettato\, ci siamo\n   distratt3\, abbiamo d
	imenticato.\n   E ora non c’è più tempo.\n   Suona l’allarme della terra c
	he collassa\n   suona quello delle bombe\n   suona quello dei diritti soci
	ali che si sgretolano ogni giorno.\n   Davvero non c’è più tempo.\n   E’ p
	er questo che ti chiediamo di scendere in piazza.\n   Per attraversare e p
	residiare gli spazi di antifascismo e per non cedere\n   spazio al revisio
	nismo di gruppi neofascisti come Etruria 14.\n   Per onorare la Memoria di
	 chi ha dato la vita affinché fossimo liber3 dal\n   regime fascista.\n   
	Ogni giorno ci chiediamo se un domani migliore sia davvero possibile\, se\
	n   abbiamo davvero la forza di scriverlo\, se abbiamo la capacità di esse
	re\n   moltitudine di voci contro il racconto unico.\n   E ci diciamo che\
	, effettivamente\, non c’è più tempo e abbiamo almeno il\n   dovere e il p
	rivilegio di provarci.\n   La Liberazione o sarà per tutt3 o non sarà\, pe
	r questo motivo per noi\n   antifascismo è lotta contro il capitale e il c
	olonialismo\, è costruzione\n   della Pace e demilitarizzazione dei territ
	ori\, è cura dell’ambiente\,\n   autodeterminazione delle soggettività e d
	ei popoli\, cura dei diritti della\n   comunità queer\, di chi studia\, di
	 chi lavora\, è tutela dei beni comuni e\n   dello stato sociale\, è il di
	ritto di esprimere dissenso\, di manifestare\, di\n   scioperare.\n   Ma s
	opra ogni cosa non possiamo parlare di Liberazione senza pensare in ogni\n
	   luogo\, in ogni momento a quella che desideriamo per il popolo palestin
	ese.\n   La Memoria rischia pericolosamente di svuotarsi se non è strument
	o per\n   leggere ciò che accade oggi\, per imparare a dissentire\, a part
	eggiare\, a non\n   essere indifferent3.\n   Il tempo è quasi esaurito.\n 
	  A Gaza sono già morte più di cinquantamila persone.\n   Persone come noi
	\, come te.\n   Con degli affetti\, delle abitudini\, dei desideri.\n   Pe
	rsone inermi ammazzate dal colonialismo fascista\, dall’indifferenza\,\n  
	 dall’economia della guerra che schiaccia vite in nome del capitale.\n   I
	l 7 settembre ricorderemo le persone deportate dopo gli scioperi del ‘44\,
	\n   ricorderemo le gesta dell3 partigian3 che hanno liberato Prato.\n   M
	a qual è il senso di celebrare la Liberazione se intorno a noi continua ad
	\n   esserci oppressione?\n   Come possiamo stare in piazza a parlare di R
	esistenza se intorno a noi le\n   persone continuano a patire fame\, tortu
	ra\, deportazione e morte?\n   \n   Abbiamo bisogno di te\, di noi.\n   Fa
	cciamoci corpo comune\, convergiamo contro il fascismo di questo governo\,
	\n   contro l’oppressione che attraversa l’Europa e il mondo.\n   Disertia
	mo la guerra\, siamo corpo solidale con i popoli assediati\, siamo\n   ant
	ifascist3 e antisionist3.\n   Combattiamo il capitale\, l’economia della g
	uerra\, il sistema che ci vuole\n   sol3 per costruire un domani di Pace\,
	 solidarietà e mutualismo.\n   \n   Per questo ti aspettiamo in piazza del
	le Carceri domenica 7 settembre a\n   partire dalle ore 18 in poi.\n   Si 
	alterneranno interventi\, contributi artistici e musicali e ci sarà un\n  
	 flash mob in solidarietà al popolo palestinese alle ore 19.00 insieme all
	e\n   Donne in nero Prato.\n   E’ previsto anche uno spazio prole per l3 b
	ambin3.\n   \n   Non c’è Pace senza Liberazione: exist\, resist\, return\n
	   \n   \n   \n   \n   \n   \n\n
URL:https://lapunta.org/event/non-ce-pace-senza-liberazione_presidio-antifa
	-per-l81esimo-anniversario-della-liberazione-di-prato-e-flash-mob-per-la-p
	alestina
LOCATION:Prato\, Piazza delle Carceri - Piazza delle Carceri
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CATEGORIES:FreePalestine,Kurdistan,Scuola,ambiente,anticapitalismo,anticolo
	nialismo,antifascismo,antimilitarismo,antirazzismo,lavoro,memoria,transfem
	minismo,workshop
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>DESCRIZIONE (segue comunicato)</p><ul><li><
	p>📌 dalle 18.00 alle 24: presidio antifà per celebrare l'81esimo anniversa
	rio della Liberazione di Prato dal nazi-fascismo 🚩Ci saranno interventi su
	 Memoria, Resistenza palestinese e curda, ambiente, diritti dell3 lavorato
	r3, lotta transfemminista, diritti delle persone private della libertà nel
	le carceri e nei cpr, lotta contro la militarizzazione oltre a contributi 
	artistici e musicali</p></li><li><p>📌 alle 19.00: flash mob per la Palesti
	na promosso da Comitato 25 aprile e Donne in Nero Prato 🍉 Seguirà interven
	to dei Giovani Palestinesi. Partecipa al flash mob, porta il tuo corpo, la
	 tua rabbia, la bandiera delle Palestina se ce l'hai e vestiti di nero </p
	></li><li><p>📌 durante la durata del presidio sono previste queste attivit
	à: laboratorio di perline antifà, laboratorio knit resistente (lavoro a ma
	glia), stencil, gessi e disegni per lo spazio prole (Ricordiamo che la pia
	zza è chiusa al traffico e l3 bambin3 possono giocare liberamente) 🧶🎨🖌️</p>
	</li><li><p>📌 Porta uno strumento se ti va di condividere un po' di musica
	🥁🪇🪕 e un telo/cuscino per stare comoda durante il presidio ù</p><p></p><p>
	</p><p>COMUNICATO DI CHIAMATA ALLA PIAZZA</p><p>Non c’è più tempo.<br>Sono
	 passati più di ottant’anni dalla Liberazione dal nazi-fascismo eppure c’è
	 ancora da resistere.<br>Oppure abbiamo smesso di farlo troppo presto e ab
	biamo accettato, ci siamo distratt3, abbiamo dimenticato.<br>E ora non c’è
	 più tempo.<br>Suona l’allarme della terra che collassa<br>suona quello de
	lle bombe<br>suona quello dei diritti sociali che si sgretolano ogni giorn
	o.<br>Davvero non c’è più tempo.<br>E’ per questo che ti chiediamo di scen
	dere in piazza.<br>Per attraversare e presidiare gli spazi di antifascismo
	 e per non cedere spazio al revisionismo di gruppi neofascisti come Etruri
	a 14.<br>Per onorare la Memoria di chi ha dato la vita affinché fossimo li
	ber3 dal regime fascista.<br>Ogni giorno ci chiediamo se un domani miglior
	e sia davvero possibile, se abbiamo davvero la forza di scriverlo, se abbi
	amo la capacità di essere moltitudine di voci contro il racconto unico.<br
	>E ci diciamo che, effettivamente, non c’è più tempo e abbiamo almeno il d
	overe e il privilegio di provarci.<br>La Liberazione o sarà per tutt3 o no
	n sarà, per questo motivo per noi antifascismo è lotta contro il capitale 
	e il colonialismo, è costruzione della Pace e demilitarizzazione dei terri
	tori, è cura dell’ambiente, autodeterminazione delle soggettività e dei po
	poli, cura dei diritti della comunità queer, di chi studia, di chi lavora,
	 è tutela dei beni comuni e dello stato sociale, è il diritto di esprimere
	 dissenso, di manifestare, di scioperare.<br>Ma sopra ogni cosa non possia
	mo parlare di Liberazione senza pensare in ogni luogo, in ogni momento a q
	uella che desideriamo per il popolo palestinese.<br>La Memoria rischia per
	icolosamente di svuotarsi se non è strumento per leggere ciò che accade og
	gi, per imparare a dissentire, a parteggiare, a non essere indifferent3.<b
	r>Il tempo è quasi esaurito.<br>A Gaza sono già morte più di cinquantamila
	 persone.<br>Persone come noi, come te.<br>Con degli affetti, delle abitud
	ini, dei desideri.<br>Persone inermi ammazzate dal colonialismo fascista, 
	dall’indifferenza, dall’economia della guerra che schiaccia vite in nome d
	el capitale.<br>Il 7 settembre ricorderemo le persone deportate dopo gli s
	cioperi del ‘44, ricorderemo le gesta dell3 partigian3 che hanno liberato 
	Prato.<br>Ma qual è il senso di celebrare la Liberazione se intorno a noi 
	continua ad esserci oppressione?<br>Come possiamo stare in piazza a parlar
	e di Resistenza se intorno a noi le persone continuano a patire fame, tort
	ura, deportazione e morte?</p><p>Abbiamo bisogno di te, di noi.<br>Facciam
	oci corpo comune, convergiamo contro il fascismo di questo governo, contro
	 l’oppressione che attraversa l’Europa e il mondo.<br>Disertiamo la guerra
	, siamo corpo solidale con i popoli assediati, siamo antifascist3 e antisi
	onist3.<br>Combattiamo il capitale, l’economia della guerra, il sistema ch
	e ci vuole sol3 per costruire un domani di Pace, solidarietà e mutualismo.
	</p><p>Per questo ti aspettiamo in piazza delle Carceri domenica 7 settemb
	re a partire dalle ore 18 in poi.<br>Si alterneranno interventi, contribut
	i artistici e musicali e ci sarà un flash mob in solidarietà al popolo pal
	estinese alle ore 19.00 insieme alle Donne in nero Prato.<br>E’ previsto a
	nche uno spazio prole per l3 bambin3.</p><p>Non c’è Pace senza Liberazione
	: exist, resist, return</p><p></p><p></p><p></p></li></ul><p></p>
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SUMMARY:Corteo per la Palestina - La resistenza è la nostra bussola
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DESCRIPTION:Tuttx unitx contro colonialismo\, sionismo e stato di guerra.\n
	\n\nCORTEO\n\npartenza ore 18 da p.za [http://p.za] San Marco\, Firenze\n\
	n\n\nIl momento che stiamo vivendo è tra i più cruciali e determinanti e q
	uesto ci\nimpone\, allo stesso tempo\, una risposta decisa e concreta. Nel
	la Striscia di\nGaza continua senza sosta il genocidio: carestia indotta\,
	 bombardamenti a\ntappeto e mirati\, strumenti indispensabili all’entità s
	ionista per portare\navanti il proprio progetto colonialista.\nEppure\, an
	che in una fase così decisiva\, la Resistenza e il popolo palestinese\nci 
	mostrano che l’unica strada è quella dell’unità\, dell’organizzazione e\nd
	ell’azione. Ne è prova la recente operazione dei combattenti palestinesi c
	he\nhanno colpito un centro operativo militare a sud di Khan Younis.\nCome
	 ha ricordato al momento della sua scarcerazione il prigioniero libanese\n
	George Abdallah\, è necessario che i popoli si mettano in cammino\, che la
	\nmobilitazione dal basso cresca e che si costruisca un blocco politico re
	ale\,\ncapace di colpire la colonia sionista dall’interno stesso della mac
	china\ncoloniale.\nLottare al fianco del popolo palestinese significa lott
	are contro lo stato di\nguerra permanente\, contro il riarmo\, contro la p
	rogressiva riconversione\ndell’apparato produttivo industriale verso la pr
	oduzione bellica\, e dunque\ncontro l’intera architettura coloniale che so
	stiene questo sistema.\nTanto più oggi\, alla luce dell’intensificarsi dei
	 dispositivi di repressione e\ncontrollo rivolti contro chiunque si impegn
	i a contrastare tale progetto o\nincarni un ideale di giustizia e resisten
	za — primo fra tutti il fratello Anan\nYaeesh\, combattente della resisten
	za palestinese detenuto ingiustamente dallo\nStato italiano su pressione d
	i “Israele” — diventa imprescindibile unirci\,\norganizzarci e agire con u
	n unico scopo: combattere un nemico comune.\nQuesta necessità è emersa chi
	aramente nelle recenti manifestazioni e\nmobilitazioni che hanno visto la 
	partecipazione di tantissime e tantissimi:\ncittadine e cittadini che rive
	ndicano spazi di espressione e agibilità politica\na sostegno della lotta 
	di liberazione del popolo palestinese.\nPer questo occorre proseguire in q
	uesta direzione\, con una progettualità di\nlungo periodo\, per bloccare l
	a logistica di guerra\, contrastare lo stato di\nguerra e lottare per la l
	iberazione di tutta la Palestina!
URL:https://lapunta.org/event/la-resistenza-e-la-nostra-bussola
LOCATION:Piazza san Marco - Piazza san Marco
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CATEGORIES:Firenze,FreePalestine,Palestina,anticolonialismo,antisionismo,co
	rteo,economia di guerra,guerra,manifestazione,🇵🇸 PALESTINA
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Tuttx unitx contro colonialismo, sionismo e
	 stato di guerra.</p><h3>corteo</h3><p>partenza ore 18 da <a target="_blan
	k" href="http://p.za">p.za</a> San Marco, Firenze</p><p></p><p>Il momento 
	che stiamo vivendo è tra i più cruciali e determinanti e questo ci impone,
	 allo stesso tempo, una risposta decisa e concreta. Nella Striscia di Gaza
	 continua senza sosta il genocidio: carestia indotta, bombardamenti a tapp
	eto e mirati, strumenti indispensabili all’entità sionista per portare ava
	nti il proprio progetto colonialista.<br>Eppure, anche in una fase così de
	cisiva, la Resistenza e il popolo palestinese ci mostrano che l’unica stra
	da è quella dell’unità, dell’organizzazione e dell’azione. Ne è prova la r
	ecente operazione dei combattenti palestinesi che hanno colpito un centro 
	operativo militare a sud di Khan Younis.<br>Come ha ricordato al momento d
	ella sua scarcerazione il prigioniero libanese George Abdallah, è necessar
	io che i popoli si mettano in cammino, che la mobilitazione dal basso cres
	ca e che si costruisca un blocco politico reale, capace di colpire la colo
	nia sionista dall’interno stesso della macchina coloniale.<br>Lottare al f
	ianco del popolo palestinese significa lottare contro lo stato di guerra p
	ermanente, contro il riarmo, contro la progressiva riconversione dell’appa
	rato produttivo industriale verso la produzione bellica, e dunque contro l
	’intera architettura coloniale che sostiene questo sistema.<br>Tanto più o
	ggi, alla luce dell’intensificarsi dei dispositivi di repressione e contro
	llo rivolti contro chiunque si impegni a contrastare tale progetto o incar
	ni un ideale di giustizia e resistenza — primo fra tutti il fratello Anan 
	Yaeesh, combattente della resistenza palestinese detenuto ingiustamente da
	llo Stato italiano su pressione di “Israele” — diventa imprescindibile uni
	rci, organizzarci e agire con un unico scopo: combattere un nemico comune.
	<br>Questa necessità è emersa chiaramente nelle recenti manifestazioni e m
	obilitazioni che hanno visto la partecipazione di tantissime e tantissimi:
	 cittadine e cittadini che rivendicano spazi di espressione e agibilità po
	litica a sostegno della lotta di liberazione del popolo palestinese.<br>Pe
	r questo occorre proseguire in questa direzione, con una progettualità di 
	lungo periodo, per bloccare la logistica di guerra, contrastare lo stato d
	i guerra e lottare per la liberazione di tutta la Palestina!</p>
END:VEVENT
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UID:2670@lapunta.org
SUMMARY:Proiezione di "Stonebreakers"
DTSTAMP:20260416T122653Z
DTSTART:20230615T193000Z
DTEND:20230615T213000Z
DESCRIPTION:Ingresso gratuito - Arena Estiva Cinema di Castello - Via R. Gi
	uliani 374\n\n\n\nPresenti:\n\nValerio Ciriaci - Regista di "Stonebrakers"
	\n\nIsaak Liptzin - Produttore di "Stonebreakers"\n\n\n\nStati Uniti\, 202
	0: nel mezzo della rivolta Black Lives Matter e dell’elezione\npresidenzia
	le\, scoppia la battaglia sui monumenti storici. Una lotta che\ntravolge s
	tatue di Colombo\, confederati e padri fondatori\, e mette in\ndiscussione
	 il racconto mitico americano. “Stonebreakers” documenta il rapporto\ntra 
	storia e lotta politica in un’America che\, mai come oggi\, è chiamata far
	e i\nconti con il proprio passato.\n\n\n\nCosì Valerio Ciriaci\, regista d
	el film\n\n"... A cominciare dall’estate (del 2020 n.d.r.) \, ho attravers
	ato gli Stati\nUniti documentando proteste e rimozioni di statue e raccogl
	iendo le\ntestimonianze di storici\, artisti e attivisti in luoghi di memo
	ria trasformatisi\nin luoghi di conflitto. Mentre nel dibattito pubblico c
	resceva l’indignazione e\nla paura per una imminente “cancellazione della 
	storia”\, mi rendevo conto che\nera vero il contrario: stavamo assistendo 
	a un’irruzione del passato nel\npresente\, a un'opportunità senza preceden
	ti di vagliare i miti nazionali e di\nconfrontarsi con le pagine più oscur
	e della storia americana.\n\nNel saggio del 1940 “Sul concetto di storia”\
	, Walter Benjamin scrisse “Non c’è\nun solo documento di cultura che non s
	ia anche documento di barbarie”.\nNell’estate del 2020\, questa duplice na
	tura del monumento si è rivelata con\nforza: la contestazione ha fermato i
	l tempo e frantumato l’aura di intoccabilità\ne magniloquenza che da sempr
	e circonda i monumenti. Si sono aperte crepe nella\npietra\, fessure attra
	verso le quali si intravede una verità diversa: una storia\namericana fatt
	a di brutalità e sfruttamento\, ma anche di resistenza\nall’oppressione e 
	al potere dominante. Il recupero di queste eredità storiche ha\ncatalizzat
	o l'attuale movimento di protesta e al contempo ne è diventato il\nmezzo p
	er rivendicare un cambiamento politico\, qui e ora nel nostro presente. La
	\nrottura con la visione trionfalistica del passato rappresenta quindi l'o
	ccasione\nper sovvertire lo status quo\, “una chance rivoluzionaria nella 
	lotta per il\npassato oppresso”\, come scriveva Benjamin.\n\n“Stonebreaker
	s” è sia la testimonianza di una stagione straordinaria che un\ncontributo
	 a un dibattito pubblico sul ruolo della memoria e della public\nhistory..
	.".\n\n\n\nTrailer https://awenfilms.net/Stonebreakers\n[https://awenfilms
	.net/Stonebreakers]\n\n\n\nProiezione organizzata dal Csa Next Emerson ins
	ieme al Cinema di Castello
URL:https://lapunta.org/event/proiezione-di-stonebreakers
LOCATION:Cinema di Castello - Arena Estiva - Ingresso gratuito
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:anticolonialismo,blacklivesmatter,documentario
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Ingresso gratuito - Arena Estiva Cinema di 
	Castello - Via R. Giuliani 374</p><p></p><p><strong>Presenti:</strong></p>
	<p><strong>Valerio Ciriaci - Regista di "Stonebrakers"</strong></p><p><str
	ong>Isaak Liptzin - Produttore di "Stonebreakers"</strong></p><p></p><p>St
	ati Uniti, 2020: nel mezzo della rivolta Black Lives Matter e dell’elezion
	e presidenziale, scoppia la battaglia sui monumenti storici. Una lotta che
	 travolge statue di Colombo, confederati e padri fondatori, e mette in dis
	cussione il racconto mitico americano. “Stonebreakers” documenta il rappor
	to tra storia e lotta politica in un’America che, mai come oggi, è chiamat
	a fare i conti con il proprio passato.</p><p></p><p>Così Valerio Ciriaci, 
	regista del film</p><p>"... A cominciare dall’estate (del 2020 n.d.r.) , h
	o attraversato gli Stati Uniti documentando proteste e rimozioni di statue
	 e raccogliendo le testimonianze di storici, artisti e attivisti in luoghi
	 di memoria trasformatisi in luoghi di conflitto. Mentre nel dibattito pub
	blico cresceva l’indignazione e la paura per una imminente “cancellazione 
	della storia”, mi rendevo conto che era vero il contrario: stavamo assiste
	ndo a un’irruzione del passato nel presente, a un'opportunità senza preced
	enti di vagliare i miti nazionali e di confrontarsi con le pagine più oscu
	re della storia americana.</p><p>Nel saggio del 1940 “Sul concetto di stor
	ia”, Walter Benjamin scrisse “Non c’è un solo documento di cultura che non
	 sia anche documento di barbarie”. Nell’estate del 2020, questa duplice na
	tura del monumento si è rivelata con forza: la contestazione ha fermato il
	 tempo e frantumato l’aura di intoccabilità e magniloquenza che da sempre 
	circonda i monumenti. Si sono aperte crepe nella pietra, fessure attravers
	o le quali si intravede una verità diversa: una storia americana fatta di 
	brutalità e sfruttamento, ma anche di resistenza all’oppressione e al pote
	re dominante. Il recupero di queste eredità storiche ha catalizzato l'attu
	ale movimento di protesta e al contempo ne è diventato il mezzo per rivend
	icare un cambiamento politico, qui e ora nel nostro presente. La rottura c
	on la visione trionfalistica del passato rappresenta quindi l'occasione pe
	r sovvertire lo status quo, “una chance rivoluzionaria nella lotta per il 
	passato oppresso”, come scriveva Benjamin.</p><p>“Stonebreakers” è sia la 
	testimonianza di una stagione straordinaria che un contributo a un dibatti
	to pubblico sul ruolo della memoria e della public history...".</p><p></p>
	<p>Trailer <a href="https://awenfilms.net/Stonebreakers" target="_blank">h
	ttps://awenfilms.net/Stonebreakers</a></p><p></p><p><strong>Proiezione org
	anizzata dal Csa Next Emerson insieme al Cinema di Castello</strong></p>
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SUMMARY:Basta abusi\, sciogliere le squadre antidegrado!
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DESCRIPTION:SABATO 16 APRILE\n\n\nORE 15.30\, PONTE VESPUCCI.\n\n\n\nLa Fir
	enze Antifascista scende in piazza!\n\nAppello pubblico per una manifestaz
	ione cittadina Corteo | Basta abusi\,\nsciogliere le squadre antidegrado!\
	n\nNon è questa la città che vogliamo !!\n\nPER QUESTO…\n\nNella Firenze i
	n cui attorno alla “cultura del decoro” è stata costruita la\nretorica sul
	la sicurezza l’azione di alcune unità speciali\, come il reparto\n“antideg
	rado” della municipale (!) non può sfociare in altro che in abusi e\nviole
	nza. È successo alla stazione qualche anno fa. È successo la settimana\nsc
	orsa a pochi metri da ponte vecchio. È solo questione di quando si ripeter
	à\,\nnon del “se si ripeterà”. Chiedere lo scioglimento di questo reparto 
	non risolve\nil problema della deriva securitaria e “antidegrado” ma è una
	 prima\nrivendicazione. Se anche questa volta ad essere stato colpito è un
	 lavoratore\nsenegalese la questione va ben oltre.\n\nPER ALTRO…\n\nCon la
	 retorica del decoro si esercita una politica classista e repressiva\nrisp
	etto a ciò che risulta incompatibile: tra Daspo urbani e zone rosse\, fino
	\nalla recentissima istituzione del “MiniDaspo” di 48 ore\, la repressione
	 è sempre\npiù legata alla volontà di “ripulire” lo spazio pubblico da tut
	to ciò che non è\nin linea con il modello della città vetrina\, ad uso e c
	onsumo di chi se la può\npermettere. Aumento degli affitti\, sfratti\, sve
	ndita del patrimonio pubblico e\nabitativo\, privatizzazione delle piazze\
	, spazi pubblici ad uso e consumo di\n“clienti” e non di “abitanti” rappre
	sentano un modello di città classista\, a cui\nopporre resistenza e contro
	 cui combattere. Il risultato di questo livello\nrepressivo è un progressi
	vo incremento della militarizzazione degli spazi\,\nsoprattutto in centro 
	dove ormai è impossibile percorrere più di qualche decina\ndi metri senza 
	incontrare una divisa\, il tutto accompagnato dalla solita\nretorica su “l
	egalità” e “sicurezza”. La stessa campagna contro gli spazi\nsociali occup
	ati va in questa direzione. Ma cos’è davvero la sicurezza?\nSicurezza per 
	chi? E come la si costruisce? Un quartiere\, una piazza\, una via\nvissuta
	 e con legami di solidarietà sono più “sicure” di un quartiere\, una\npiaz
	za o una via vuota.\n\nPER TUTTO…\n\nQuesto contesto è il risultato di pre
	cise scelte politiche per cui\, la sempre\nmaggiore arbitrarietà concessa 
	alle istituzioni cittadine in materia di “ordine\ne sicurezza” produce una
	 serie di provvedimenti e ordinanze che restringono\nsempre di più il camp
	o delle libertà individuali e collettive. La necessità di\nquesta stretta 
	repressiva è direttamente connessa all’aggravamento generale\ndelle condiz
	ioni di vita come diretta conseguenza delle politiche del Pd\, che fa\nla 
	guerra sul fronte esterno inviando armi all’ucraina e sanzionando la Russi
	a e\nsul fronte interno.\n\nLa manifestazione di sabato 16 aprile parte ne
	cessariamente dalla solidarietà al\nlavoratore senegalese aggredito dalla 
	squadretta antidegrado e dalla necessità\ndi scioglimento di quel reparto.
	\n\nDa quel “particolare” guarda però al “generale” e alla volontà di crea
	re le\ncondizioni perché si inizi ad imporre l’idea di una città diversa.\
	n\nUna città che rifugga l’idea di uno spazio urbano gestito ad uso e cons
	umo del\nprofitto e della rendita dove la “sicurezza” sia elemento di dife
	sa di questi\ninteressi e offesa verso chi li mette in discussioni.\n\nUna
	 città che rifiuti e si opponga a privatizzazioni\, sgomberi\, sfratti\,\n
	delocalizzazioni e sfruttamento a cui contrapporre l’elemento della solida
	rietà\ncome motore di trasformazione delle relazioni e della gestione dell
	o spazio\nurbano.\n\nLa manifestazione arriverà sotto le finestre di Palaz
	zo Vecchio perché nessuno\ndeve provare a giocarsi la solita carta delle “
	mele marce”.\n\nNoi non dimentichiamo le foto segnaletiche dei lavoratori 
	senegalesi in San\nLorenzo che hanno preceduto la strage di Piazza Dalmazi
	a ad opera di Casseri di\nCasaPound.\n\nNon dimentichiamo le altre azioni 
	squadriste del reparto antidegrado contro\ntutti gli “incompatibili” di qu
	esta città.\n\nTutto questo ha un mandante che siede in Palazzo Vecchio. A
	d essere marcio è\ntutto l’albero.\n\nADESSO BASTA!\n\nFirenze Antifascist
	a\n\nAdesioni in aggiornamento:\n\nCPA Firenze Sud\; Collettivo d’Ateneo –
	 Firenze\; Cantiere Sociale Camilo\nCienfuegos – Campi Bisenzio\; ACAD Ass
	ociazione Contro gli Abusi in Divisa –\nOnlus\; Movimento Studentesco Allu
	 Vione – Firenze\; Occupazione ViadelLeone\; CSA\nNext Emerson\; Rifondazi
	one Comunista Firenze\; Fronte della Gioventù Comunista –\nFirenze\; Cravo
	s Firenze\; Partito dei Carc\; Partito Comunista – Firenze
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	,degrado
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	><strong>ore 15.30</strong>, Ponte Vespucci.</h3><p></p><p>La Firenze Anti
	fascista scende in piazza! </p><p>Appello pubblico per una manifestazione 
	cittadina Corteo | Basta abusi, sciogliere le squadre antidegrado!</p><p><
	strong>Non è questa la città che vogliamo !!</strong></p><p>PER QUESTO…</p
	><p>Nella Firenze in cui attorno alla “cultura del decoro” è stata costrui
	ta la retorica sulla sicurezza l’azione di alcune unità speciali, come il 
	reparto “antidegrado” della municipale (!) non può sfociare in altro che i
	n abusi e violenza. È successo alla stazione qualche anno fa. È successo l
	a settimana scorsa a pochi metri da ponte vecchio. È solo questione di qua
	ndo si ripeterà, non del “se si ripeterà”. Chiedere lo scioglimento di que
	sto reparto non risolve il problema della deriva securitaria e “antidegrad
	o” ma è una prima rivendicazione. Se anche questa volta ad essere stato co
	lpito è un lavoratore senegalese la questione va ben oltre.</p><p> PER ALT
	RO…</p><p>Con la retorica del decoro si esercita una politica classista e 
	repressiva rispetto a ciò che risulta incompatibile: tra Daspo urbani e zo
	ne rosse, fino alla recentissima istituzione del “MiniDaspo” di 48 ore, la
	 repressione è sempre più legata alla volontà di “ripulire” lo spazio pubb
	lico da tutto ciò che non è in linea con il modello della città vetrina, a
	d uso e consumo di chi se la può permettere. Aumento degli affitti, sfratt
	i, svendita del patrimonio pubblico e abitativo, privatizzazione delle pia
	zze, spazi pubblici ad uso e consumo di “clienti” e non di “abitanti” rapp
	resentano un modello di città classista, a cui opporre resistenza e contro
	 cui combattere. Il risultato di questo livello repressivo è un progressiv
	o incremento della militarizzazione degli spazi, soprattutto in centro dov
	e ormai è impossibile percorrere più di qualche decina di metri senza inco
	ntrare una divisa, il tutto accompagnato dalla solita retorica su “legalit
	à” e “sicurezza”. La stessa campagna contro gli spazi sociali occupati va 
	in questa direzione. Ma cos’è davvero la sicurezza? Sicurezza per chi? E c
	ome la si costruisce? Un quartiere, una piazza, una via vissuta e con lega
	mi di solidarietà sono più “sicure” di un quartiere, una piazza o una via 
	vuota.</p><p> PER TUTTO…</p><p>Questo contesto è il risultato di precise s
	celte politiche per cui, la sempre maggiore arbitrarietà concessa alle ist
	ituzioni cittadine in materia di “ordine e sicurezza” produce una serie di
	 provvedimenti e ordinanze che restringono sempre di più il campo delle li
	bertà individuali e collettive. La necessità di questa stretta repressiva 
	è direttamente connessa all’aggravamento generale delle condizioni di vita
	 come diretta conseguenza delle politiche del Pd, che fa la guerra sul fro
	nte esterno inviando armi all’ucraina e sanzionando la Russia e sul fronte
	 interno.</p><p>La manifestazione di sabato 16 aprile parte necessariament
	e dalla solidarietà al lavoratore senegalese aggredito dalla squadretta an
	tidegrado e dalla necessità di scioglimento di quel reparto.</p><p>Da quel
	 “particolare” guarda però al “generale” e alla volontà di creare le condi
	zioni perché si inizi ad imporre l’idea di una città diversa.</p><p>Una ci
	ttà che rifugga l’idea di uno spazio urbano gestito ad uso e consumo del p
	rofitto e della rendita dove la “sicurezza” sia elemento di difesa di ques
	ti interessi e offesa verso chi li mette in discussioni.</p><p>Una città c
	he rifiuti e si opponga a privatizzazioni, sgomberi, sfratti, delocalizzaz
	ioni e sfruttamento a cui contrapporre l’elemento della solidarietà come m
	otore di trasformazione delle relazioni e della gestione dello spazio urba
	no.</p><p>La manifestazione arriverà sotto le finestre di Palazzo Vecchio 
	perché nessuno deve provare a giocarsi la solita carta delle “mele marce”.
	</p><p>Noi non dimentichiamo le foto segnaletiche dei lavoratori senegales
	i in San Lorenzo che hanno preceduto la strage di Piazza Dalmazia ad opera
	 di Casseri di CasaPound.</p><p>Non dimentichiamo le altre azioni squadris
	te del reparto antidegrado contro tutti gli “incompatibili” di questa citt
	à.</p><p>Tutto questo ha un mandante che siede in Palazzo Vecchio. Ad esse
	re marcio è tutto l’albero.</p><p>ADESSO BASTA!</p><p>Firenze Antifascista
	</p><p>Adesioni in aggiornamento:</p><p>CPA Firenze Sud; Collettivo d’Aten
	eo – Firenze; Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio; ACAD As
	sociazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus; Movimento Studentesco Allu 
	Vione – Firenze; Occupazione ViadelLeone; CSA Next Emerson; Rifondazione C
	omunista Firenze; Fronte della Gioventù Comunista – Firenze; Cravos Firenz
	e; Partito dei Carc; Partito Comunista – Firenze</p>
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SUMMARY:Camminata anticolonialista
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DESCRIPTION:Csa Next-Emerson [https://www.csaexemerson.it] e Macchieurbane\
	n[https://macchieurbane.org] presentano\n\n\nCAMMINATA ANTICOLONIALISTA\n\
	n\n\n\nPartenza: Piazza San Marco ore 15.00\nArrivo: Piazza Tasso\nDurata:
	 circa 2 ore\n\nTarghe\, monumenti\, edifici\, intitolazioni di vie costel
	lano Firenze a\n"glorificazione" del colonialismo italiano e a "legittimaz
	ione" della\nsuperiorità della razza: uno dei pilastri che ha "giustificat
	o" l'imperialismo\nitaliano in Africa.\n\nUn passato coloniale rimosso nel
	 mito degli "italiani brava gente" e che tace\nsui massacri delle popolazi
	oni civili\, le torture e le esecuzioni sommarie dei\npartigani indipenden
	tisti\, i bombardamenti con le armi chimiche. Un passato\ncoloniale che sp
	esso è perfettamente coincidente con il periodo fascista.\n\nLa nostra cam
	minata nei luoghi del colonialismo italiano a Firenze è\nriappropriazione 
	di una memoria storica antifascista\, anticolonialista\,\nantirazzista.
URL:https://lapunta.org/event/camminata-anticolonialista
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CATEGORIES:Firenze,anticolonialismo,antifascismo,antirazzismo,camminata,cul
	tura,emerson,passeggiata,storia
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	urbane.org">Macchieurbane</a> presentano</p><h3>Camminata anticolonialista
	</h3><h3></h3><p>Partenza: Piazza San Marco ore 15.00 <br>Arrivo: Piazza T
	asso<br>Durata: circa 2 ore</p><p>Targhe, monumenti, edifici, intitolazion
	i di vie costellano Firenze a "glorificazione" del colonialismo italiano e
	 a "legittimazione" della superiorità della razza: uno dei pilastri che ha
	 "giustificato" l'imperialismo italiano in Africa.</p><p>Un passato coloni
	ale rimosso nel mito degli "italiani brava gente" e che tace sui massacri 
	delle popolazioni civili, le torture e le esecuzioni sommarie dei partigan
	i indipendentisti, i bombardamenti con le armi chimiche. Un passato coloni
	ale che spesso è perfettamente coincidente con il periodo fascista.</p><p>
	La nostra camminata nei luoghi del colonialismo italiano a Firenze è riapp
	ropriazione di una memoria storica antifascista, anticolonialista, antiraz
	zista.</p>
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