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SUMMARY:Basta abusi\, sciogliere le squadre antidegrado!
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DESCRIPTION:SABATO 16 APRILE\n\n\nORE 15.30\, PONTE VESPUCCI.\n\n\n\nLa Fir
	enze Antifascista scende in piazza!\n\nAppello pubblico per una manifestaz
	ione cittadina Corteo | Basta abusi\,\nsciogliere le squadre antidegrado!\
	n\nNon è questa la città che vogliamo !!\n\nPER QUESTO…\n\nNella Firenze i
	n cui attorno alla “cultura del decoro” è stata costruita la\nretorica sul
	la sicurezza l’azione di alcune unità speciali\, come il reparto\n“antideg
	rado” della municipale (!) non può sfociare in altro che in abusi e\nviole
	nza. È successo alla stazione qualche anno fa. È successo la settimana\nsc
	orsa a pochi metri da ponte vecchio. È solo questione di quando si ripeter
	à\,\nnon del “se si ripeterà”. Chiedere lo scioglimento di questo reparto 
	non risolve\nil problema della deriva securitaria e “antidegrado” ma è una
	 prima\nrivendicazione. Se anche questa volta ad essere stato colpito è un
	 lavoratore\nsenegalese la questione va ben oltre.\n\nPER ALTRO…\n\nCon la
	 retorica del decoro si esercita una politica classista e repressiva\nrisp
	etto a ciò che risulta incompatibile: tra Daspo urbani e zone rosse\, fino
	\nalla recentissima istituzione del “MiniDaspo” di 48 ore\, la repressione
	 è sempre\npiù legata alla volontà di “ripulire” lo spazio pubblico da tut
	to ciò che non è\nin linea con il modello della città vetrina\, ad uso e c
	onsumo di chi se la può\npermettere. Aumento degli affitti\, sfratti\, sve
	ndita del patrimonio pubblico e\nabitativo\, privatizzazione delle piazze\
	, spazi pubblici ad uso e consumo di\n“clienti” e non di “abitanti” rappre
	sentano un modello di città classista\, a cui\nopporre resistenza e contro
	 cui combattere. Il risultato di questo livello\nrepressivo è un progressi
	vo incremento della militarizzazione degli spazi\,\nsoprattutto in centro 
	dove ormai è impossibile percorrere più di qualche decina\ndi metri senza 
	incontrare una divisa\, il tutto accompagnato dalla solita\nretorica su “l
	egalità” e “sicurezza”. La stessa campagna contro gli spazi\nsociali occup
	ati va in questa direzione. Ma cos’è davvero la sicurezza?\nSicurezza per 
	chi? E come la si costruisce? Un quartiere\, una piazza\, una via\nvissuta
	 e con legami di solidarietà sono più “sicure” di un quartiere\, una\npiaz
	za o una via vuota.\n\nPER TUTTO…\n\nQuesto contesto è il risultato di pre
	cise scelte politiche per cui\, la sempre\nmaggiore arbitrarietà concessa 
	alle istituzioni cittadine in materia di “ordine\ne sicurezza” produce una
	 serie di provvedimenti e ordinanze che restringono\nsempre di più il camp
	o delle libertà individuali e collettive. La necessità di\nquesta stretta 
	repressiva è direttamente connessa all’aggravamento generale\ndelle condiz
	ioni di vita come diretta conseguenza delle politiche del Pd\, che fa\nla 
	guerra sul fronte esterno inviando armi all’ucraina e sanzionando la Russi
	a e\nsul fronte interno.\n\nLa manifestazione di sabato 16 aprile parte ne
	cessariamente dalla solidarietà al\nlavoratore senegalese aggredito dalla 
	squadretta antidegrado e dalla necessità\ndi scioglimento di quel reparto.
	\n\nDa quel “particolare” guarda però al “generale” e alla volontà di crea
	re le\ncondizioni perché si inizi ad imporre l’idea di una città diversa.\
	n\nUna città che rifugga l’idea di uno spazio urbano gestito ad uso e cons
	umo del\nprofitto e della rendita dove la “sicurezza” sia elemento di dife
	sa di questi\ninteressi e offesa verso chi li mette in discussioni.\n\nUna
	 città che rifiuti e si opponga a privatizzazioni\, sgomberi\, sfratti\,\n
	delocalizzazioni e sfruttamento a cui contrapporre l’elemento della solida
	rietà\ncome motore di trasformazione delle relazioni e della gestione dell
	o spazio\nurbano.\n\nLa manifestazione arriverà sotto le finestre di Palaz
	zo Vecchio perché nessuno\ndeve provare a giocarsi la solita carta delle “
	mele marce”.\n\nNoi non dimentichiamo le foto segnaletiche dei lavoratori 
	senegalesi in San\nLorenzo che hanno preceduto la strage di Piazza Dalmazi
	a ad opera di Casseri di\nCasaPound.\n\nNon dimentichiamo le altre azioni 
	squadriste del reparto antidegrado contro\ntutti gli “incompatibili” di qu
	esta città.\n\nTutto questo ha un mandante che siede in Palazzo Vecchio. A
	d essere marcio è\ntutto l’albero.\n\nADESSO BASTA!\n\nFirenze Antifascist
	a\n\nAdesioni in aggiornamento:\n\nCPA Firenze Sud\; Collettivo d’Ateneo –
	 Firenze\; Cantiere Sociale Camilo\nCienfuegos – Campi Bisenzio\; ACAD Ass
	ociazione Contro gli Abusi in Divisa –\nOnlus\; Movimento Studentesco Allu
	 Vione – Firenze\; Occupazione ViadelLeone\; CSA\nNext Emerson\; Rifondazi
	one Comunista Firenze\; Fronte della Gioventù Comunista –\nFirenze\; Cravo
	s Firenze\; Partito dei Carc\; Partito Comunista – Firenze
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	><strong>ore 15.30</strong>, Ponte Vespucci.</h3><p></p><p>La Firenze Anti
	fascista scende in piazza! </p><p>Appello pubblico per una manifestazione 
	cittadina Corteo | Basta abusi, sciogliere le squadre antidegrado!</p><p><
	strong>Non è questa la città che vogliamo !!</strong></p><p>PER QUESTO…</p
	><p>Nella Firenze in cui attorno alla “cultura del decoro” è stata costrui
	ta la retorica sulla sicurezza l’azione di alcune unità speciali, come il 
	reparto “antidegrado” della municipale (!) non può sfociare in altro che i
	n abusi e violenza. È successo alla stazione qualche anno fa. È successo l
	a settimana scorsa a pochi metri da ponte vecchio. È solo questione di qua
	ndo si ripeterà, non del “se si ripeterà”. Chiedere lo scioglimento di que
	sto reparto non risolve il problema della deriva securitaria e “antidegrad
	o” ma è una prima rivendicazione. Se anche questa volta ad essere stato co
	lpito è un lavoratore senegalese la questione va ben oltre.</p><p> PER ALT
	RO…</p><p>Con la retorica del decoro si esercita una politica classista e 
	repressiva rispetto a ciò che risulta incompatibile: tra Daspo urbani e zo
	ne rosse, fino alla recentissima istituzione del “MiniDaspo” di 48 ore, la
	 repressione è sempre più legata alla volontà di “ripulire” lo spazio pubb
	lico da tutto ciò che non è in linea con il modello della città vetrina, a
	d uso e consumo di chi se la può permettere. Aumento degli affitti, sfratt
	i, svendita del patrimonio pubblico e abitativo, privatizzazione delle pia
	zze, spazi pubblici ad uso e consumo di “clienti” e non di “abitanti” rapp
	resentano un modello di città classista, a cui opporre resistenza e contro
	 cui combattere. Il risultato di questo livello repressivo è un progressiv
	o incremento della militarizzazione degli spazi, soprattutto in centro dov
	e ormai è impossibile percorrere più di qualche decina di metri senza inco
	ntrare una divisa, il tutto accompagnato dalla solita retorica su “legalit
	à” e “sicurezza”. La stessa campagna contro gli spazi sociali occupati va 
	in questa direzione. Ma cos’è davvero la sicurezza? Sicurezza per chi? E c
	ome la si costruisce? Un quartiere, una piazza, una via vissuta e con lega
	mi di solidarietà sono più “sicure” di un quartiere, una piazza o una via 
	vuota.</p><p> PER TUTTO…</p><p>Questo contesto è il risultato di precise s
	celte politiche per cui, la sempre maggiore arbitrarietà concessa alle ist
	ituzioni cittadine in materia di “ordine e sicurezza” produce una serie di
	 provvedimenti e ordinanze che restringono sempre di più il campo delle li
	bertà individuali e collettive. La necessità di questa stretta repressiva 
	è direttamente connessa all’aggravamento generale delle condizioni di vita
	 come diretta conseguenza delle politiche del Pd, che fa la guerra sul fro
	nte esterno inviando armi all’ucraina e sanzionando la Russia e sul fronte
	 interno.</p><p>La manifestazione di sabato 16 aprile parte necessariament
	e dalla solidarietà al lavoratore senegalese aggredito dalla squadretta an
	tidegrado e dalla necessità di scioglimento di quel reparto.</p><p>Da quel
	 “particolare” guarda però al “generale” e alla volontà di creare le condi
	zioni perché si inizi ad imporre l’idea di una città diversa.</p><p>Una ci
	ttà che rifugga l’idea di uno spazio urbano gestito ad uso e consumo del p
	rofitto e della rendita dove la “sicurezza” sia elemento di difesa di ques
	ti interessi e offesa verso chi li mette in discussioni.</p><p>Una città c
	he rifiuti e si opponga a privatizzazioni, sgomberi, sfratti, delocalizzaz
	ioni e sfruttamento a cui contrapporre l’elemento della solidarietà come m
	otore di trasformazione delle relazioni e della gestione dello spazio urba
	no.</p><p>La manifestazione arriverà sotto le finestre di Palazzo Vecchio 
	perché nessuno deve provare a giocarsi la solita carta delle “mele marce”.
	</p><p>Noi non dimentichiamo le foto segnaletiche dei lavoratori senegales
	i in San Lorenzo che hanno preceduto la strage di Piazza Dalmazia ad opera
	 di Casseri di CasaPound.</p><p>Non dimentichiamo le altre azioni squadris
	te del reparto antidegrado contro tutti gli “incompatibili” di questa citt
	à.</p><p>Tutto questo ha un mandante che siede in Palazzo Vecchio. Ad esse
	re marcio è tutto l’albero.</p><p>ADESSO BASTA!</p><p>Firenze Antifascista
	</p><p>Adesioni in aggiornamento:</p><p>CPA Firenze Sud; Collettivo d’Aten
	eo – Firenze; Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos – Campi Bisenzio; ACAD As
	sociazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus; Movimento Studentesco Allu 
	Vione – Firenze; Occupazione ViadelLeone; CSA Next Emerson; Rifondazione C
	omunista Firenze; Fronte della Gioventù Comunista – Firenze; Cravos Firenz
	e; Partito dei Carc; Partito Comunista – Firenze</p>
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