ASSEMBLEA DI MOBILITAZIONE
ASSEMBLEA DI MOBILITAZIONE

Comunicato rivolto a tutte le realtà e individualità affini che attraversano La Polveriera e il territorio.

Durante il picco dell’onda repressiva innescata dalle azioni messe in campo da Piantedosi contro gli spazi sociali autogestiti, La Polveriera Spazio Comune è riapparsa sui titoli di alcuni articoli di quotidiani; a dicembre 2025, infatti, si leggeva “rischio sgombero” a proposito del futuro dell’occupazione intersezionale che da più di 12 anni (r)esiste nel plesso di Sant’Apollonia.

Le ragioni di tale sgombero? La necessità di liberare gli spazi, fra cui quelli autogestiti de La Polveriera, per avviare i lavori di ristrutturazione del complesso situato in via Santa Reparata 12/R.

La risposta collettiva e di supporto mutualistico che si è registrata a partire dalla fine del 2025 è stata forte. Conseguentemente, a inizio 2026 la richiesta di sgombero è stata ritirata dal tavolo del Prefetto e si sono aperte nuove possibilità.

Attualmente è in atto un'interlocuzione con le istituzioni per visionare i progetti del cantiere, capire nel dettaglio quali spazi saranno interessati e ripensare il futuro di Polveriera. A proposito di quest'ultimo punto, ci immaginiamo una progettualità condivisa affinchè i locali attualmente in uso da La Polveriera rimangano destinati ad una gestione studentesca in termini di aula polivalente/studio ed analoghe.

Da queste interlocuzioni è emersa la conferma che la mensa universitaria collocata nel plesso di Sant'Apollonia continuerà regolarmente la sua attività durante la fase di cantierizzazione; poi, facendo riferimento ai tempi tecnici legati al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, si è compreso che non sarà avviato alcun cantiere prima di Ottobre 2026.

I fondi per la riqualificazione del plesso da parte del DSU non sono europei, ma andrannò annoverati al bilancio regionale (800mila) e statale (5 milioni). Questi fondi devono essere destinati principalmente ad alcune modifiche e ristrutturazioni generali per l'agibilità del plesso e della mensa. Dunque per la ristrutturazione dei bagni, la messa a norma delle porte della mensa, il rifacimento delle scale all'entrata, in modo da consentire un accesso più paritario per le persone a ridotte capacità motorie.

Ribadiamo la necessità di salvaguardare la forma autogestita e di occupazione: guardando non solo all'intensificazione della repressione di questa forma aggregativa a livello italiano, ma anche fiorentino. L'autogestione di spazi occupati rimane per noi l'unica forma valida di creazione di realtà alternative in decisa opposizione al deserto che avanza.

Considerando che la fiducia nelle istituzioni non è da considerarsi una risorsa affidabile, in questi mesi Polveriera si è impegnata per portare avanti diverse attività di convergenza per (ri)costruire una rete di azione solidale capace di affrontare i prossimi mesi.

Dal 14 al 17 febbraio ha preso forma una mobilitazione carnevalesca di quattro giorni che ha posto La Polveriera al centro dell’“utopia della città che cura”. L'espressione si riferisce al rivoluzionario esperimento sociale e terapeutico avvenuto a Trieste alla fine degli anni '90 tramite l'istituzione delle "microaree", ossia distretti di cura che non stanno fermi a guardare le persone marginalizzate dall'esterno, ma diventano parte della loro storia, entrando dentro la loro quotidianità, fino a contribuire allo sviluppo di pezzi di soggettività.

Durante la quattro giorni, grazie all'unione delle forze con la Rete Wish Parade e l'assemblea venerala.org, si è svolto un corteo in difesa degli spazi sociali, è sbocciata una passeggiata rumorosa per la riappropriazione della città, si sono tenute numerose iniziative artistiche e culturali dal basso e si è cercato di riprendere il contatto con il quartiere attraverso pranzi sociali e momenti di aggregazione libera per tutti e tutt3. La partecipazione è stata altissima ed entusiasta.

Parallelamente la Venere Biomeccanica è arrivata nel plesso di Sant'Apollonia a portare solidarietà all'esperienza de La Polveriera, creando un nuovo tassello di convergenza e unione.

La storica statua simbolo delle lotte fiorentine contro la desertificazione di inizio millennio entra nel chiostro di Sant'Apollonia per restituire la sua memoria e infuocare le azioni future. Attorno alla Dea è iniziato un percorso di laboratori politici generativi che si sono concretizzati proprio nei "cerchi della Venere", preziose occasioni di riflessione sulle pratiche comunitarie di uso collettivo.

La comunità politica intergenerazionale sorta in seno ai cerchi della Venere ha fatto emergere proposte concrete: segnaletica storica e di buone pratiche in Sant'Apollonia; un documentario; azioni di presenza nel quartiere; la creazione di una fanzina; una mappatura delle isole accoglienti del centro (grazie alla convergenza con il laboratorio re/situazionista di Cartografia Resistente).

Intanto La Polveriera continua a portare avanti le sue attività settimanali per offrire alla comunità una palestra, un cineforum, una sala concerti, un orto, una cucina condivisa, servizi igienici funzionanti. Tutte le iniziative organizzate nello spazio sono gratuite, a dimostrazione della forza dell'autorganizzazione dal basso. Inoltre, in questi mesi, sono stati anche creati appuntamenti per incentivare la formazione legale dell3 compagn3 attraverso incontri, talk e assemblee, per fronteggiare gli episodi repressivi che ci riguardano da vicino.

Oltre alle attività di lotta, culturali e sociali portate avanti dallo spazio, ci sono le attività di cura che Sant'Apollonia richiede. Nonostante il chiostro sia pubblico, è La Polveriera che si occupa costantemente e fatricosamente della sua pulizia e manutenzione, fornendo un servizio pubblico alla comunità e alla mensa. L'assemblea di autogestione de La Polveriera si occupa direttamente anche di gestire le problematiche sociali che quel chiostro si porta dietro e che le istituzioni fanno finta di non vedere.

Facendo di necessità virtù, nel solco della linea politica dettata da quell'utopia della città che cura ideata dallo psichiatra/militante Franco Basaglia, in questi mesi sono stati organizzati decine di laboratori di formazione per la gestione dell'aggressività, la riduzione del rischio e per un coordinamento dello spazio che sia accogliente e più sicuro. In questo ringraziamo la Cooperativa Sociale CAT, che da mesi supporta La Polveriera attraverso con consulenze, consigli e unità di intervento all'interno dello spazio.

In questo quadro di volontà profonda di convergere con le realtà affini, Polveriera chiama una nuova assemblea aperta il giorno 15 Giugno 2026 alle 20.30 per aggiornare nuovamente la comunità sul futuro dello spazio e condividere insieme nuovi immaginari di azione e organizzazione. La necessità è quella di mettersi al centro di una dimensione di possibilità per questa città, accogliendo progetti, assemblee, iniziative in modo orizzontale e intersezionale.

tra 4 giorni
La Polveriera Spazio Comune
Via S. Reparata 12r, Firenze
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