In queste settimane tantissime piazze stanno affermando una posizione chiara: il rifiuto di un mondo basato sullo sfruttamento.
La risposta dei governi é ovunque la stessa: repressione e criminalizzazione mirata, funzionale a mantenere una segregazione di classe, di razza e di genere. In Italia l’ultimo decreto del 22 ottobre che introduce la presunzione di imputabilità per i minori dai 14 anni é l’ennesima dimostrazione di queste risposte securitarie.
Poiché riteniamo necessario interrogarci su questa segregazione e la vulnerabilità sistemica che intende produrre e affinché queste domande si traformino in un impegno politico di solidarietà, cominciamo un ciclo di incontri sulla repressione.
Il carcere rappresenta per noi il termometro della società e per questo da qui sentiamo la necessità di partire per conoscere e riconoscere le forme coercitive attraverso cui si esprime il potere repressivo dello stato.
In che condizioni si trovano a vivere le persone in carcere, oltre la narrazione sensazionalistica a cui ricorrono gli organi di stampa (o propaganda) solo quando diventa inevitabile parlarne? Quanti e quali sono gli strati della repressione carceraria e come si sviluppano i processi di marginalizzazione nelle strutture detentive? Che cambiamenti sono in corso nella composizione della popolazione all'interno delle strutture detentive?
Ne parliamo in Piazza Tasso venerdì 13 novembre alle 16:30 durante il mercato di Genuino Clandestino insieme ad una compagna avvocata dell’Altro Diritto.