PRESIDIO 17/04/2026 - 16:30
PIAZZA VITTORIO EMANUELE, PISA
Il 30 marzo è stata introdotta dal parlamento israeliano la pena di morte per i prigionieri palestinesi dai 12 anni in su accusati di aver lottato contro l'occupazione israeliana.
Mentre le forze di occupazione israeliane sono ora impegnate in Libano, minacciando di renderlo una nuova Gaza, l'entità sionista va a rafforzare i suoi strumenti di occupazione puntando a colpire ancora i prigionieri, aggiungendo un meccanismo di uccisione "ufficiale" alle pratiche già esistenti.
Questa legge è stata approvata democraticamente in ben tre discussioni parlamentari, dimostrando la vera faccia delle democrazie e la loro mira all'annientamento dei nemici interni ed esterni.
Ad ogni latitudine le lotte anticapitaliste ed antimperialiste producono prigionieri ostaggi degli Stati. La solidarietà con loro va portata avanti attraverso il proseguimento delle loro lotte per bloccare gli ingranaggi di un sistema di guerra e sfruttamento.
"C'è un'enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un'etica, la seconda nessuna"
Sara Ardizzone