L'Italia è in guerra, è coinvolta su ogni fronte, dalla guerra Russo-Ucraina, al genocidio in Palestina, all’attacco all’Iran, con l’esportazione di armi, supporto logistico e ricerca con applicazioni belliche.
Come se non bastasse l’aumento di convogli militari su ruota, binari, mare o in cielo, di cui l’aereo kuwaitiano a Pisa è solo l’ultimo esempio, è lo stesso Stato italiano ad ammettere il suo coinvolgimento in una “guerra mondiale ibrida” negando l’accesso ai dati sul traffico di armi nel porto di Ravenna.
Uno stato in guerra non necessita solo di armi ma anche di una società pacificata, con le buone o con le cattive.
Ed è così che da anni assistiamo ad un incremento repressivo a colpi di decreti sicurezza, che vorrebbero far passare come “terrorismo” qualunque forma di dissenso: dai no vax, alle lotte sindacali più combattive, alle manifestazioni in solidarietà al popolo palestinese.
Inoltre, ad un incessante concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi e conseguente impoverimento di più larghe fasce di popolazione, lo stato risponde con sempre maggior controllo e brutalità verso le persone marginalizzate.
Gli assassinii di Abderrahim Fakir e Mohamed Amin Bessioud ne sono l’esempio lampante, e non dimentichiamo il pestaggio di un nostro compagno alla stazione di Pisa che ne rappresenta la “normalità” quotidiana.
Per noi che sogniamo un mondo senza stato, polizia e sfruttamento, questa “normalità” fa schifo e vogliamo combatterla con l’azione diretta, l’auto-organizzazione e intrecciando rapporti di solidarietà e complicità tra oppressi.
Sabato 10 ottobre, ore 17:30
PRESIDIO ALLA STAZIONE DI PISA
Garage Anarchico, Chiasseto S. Ubaldesca 44 Zona S.Martino, Pisa