đźš© 1 Maggio corteo a Empoli spezzone No Kings
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đźš© Appello alla partecipazione al corteo del primo maggio

Venerdì primo maggio CSA Intifada e Cobas ATI saranno presenti al corteo empolese, ci saremo con gli stessi contenuti che hanno portato 300.000 persone a Roma il 28 marzo per la giornata globale del “No Kings”. Se viviamo, viviamo per calpestare i re, con questo slogan ci sono stati cortei a Parigi, Londra, in Spagna, Germania e Paesi Bassi, negli Stati Uniti le iniziative sono state migliaia, con milioni di partecipanti. Saremo ancora in piazza contro gli imperialismi e le guerre che generano, contro l’aggressione di Trump all’ Iran, di Netanyahu al Libano e contro la retorica del governo Meloni che dell’ asse sovranista mondiale fa parte. Al fianco del popolo palestinese vittima di un genocidio che ad ottobre ha mobilitato milioni di persone e generato nuove forme di solidarietà dal basso come la Sumud Flotilla. Per il rifiuto di un modello politico ed economico che scarica i costi delle crisi sulle classi lavoratrici e comprime gli spazi democratici. Siamo di fronte ad un evidente crescita del disagio sociale, le recenti mobilitazioni intercettano un malcontento diffuso legato a salari, costo della vita e precarietà, le politiche di riarmo e i conflitti internazionali vengono sempre più percepiti come fattori che incidono direttamente sulle condizioni materiali dei lavoratori. Il ritorno della dimensione di massa e la riattivazione del conflitto sociale non sono purtroppo percepite dal sindacalismo confederale, si ritrova una unità sindacale sui contratti pirata che dovrebbero, di per se, essere illegali, mentre dovrebbero invece iniziare a non firmare più CCNL con paghe al di sotto di quello ipotizzato come salario minimo. Unità sindacale con organizzazioni come la CISL che di questo governo è, da subito, diventato stampella. Le contraddizioni causate da globalizzazione e neoliberismo necessitano di un ben diverso livello di lotte sindacali. Anche nella “rossa” Toscana non si riesce a contrastare la deindustrializzazione, esempio su tutti la GKN di Firenze, fabbrica all’ avanguardia nella componentistica ma che la proprietà vuole svendere alla speculazione. Il collettivo di fabbrica è in presidio permanente da anni, ha avuto la capacità di unire in quella lotta una intera città e propone una alternativa sostenibile che la politica è incapace di capire e sostenere. In Toscana ci sono interi territori in mano al malaffare, vedi la vicenda dei fanghi industriali del comprensorio del cuoio smaltiti illegalmente od il comparto moda nel pratese che lavora per le grandi firme italiane ed internazionali in cui non esistono diritti per i lavoratori, come hanno fatto emergere le lotte dei compagni/e del Sudd Cobas.

Nell’empolese-valdelsa le sciagurate politiche di esternalizzazione dei servizi causano cambi di società nella raccolta rifiuti in cui non ne traggono benefici ne la qualità del servizio ne i lavoratori e le lavoratrici costretti a vivere nell’ incertezza del futuro. Con il decreto sicurezza e le misure preventive, lo sgombero del Leoncavallo a Milano, di Askatasuna a Torino, dei recenti arresti al Pedro di Padova, sono il tentativo del governo Meloni-Salvini di compressione degli spazi democratici, progetti già sconfitti dal referendum sul cambio della costituzione che volevano imporre. Siamo di fronte ad un attacco al dissenso ed ai centri sociali che da oltre 40 anni rappresentano un modello alternativo di politica e mutualismo dal basso slegato dalle logiche del profitto e del potere. Anche a Empoli Il CSA Intifada nelle ultime settimane è stato oggetto di provocazioni da parte delle polizia municipale, provocazioni a cui rispondiamo semplicemente con la prosecuzione delle nostre attività.… Il Csa Intifada non si tocca!

Venerdì primo maggio corteo ore 9,30 Piazza Don Minzoni a Empoli, ore 13 pranzo sociale al CSA intifada di Ponte a Elsa.

CSA Intifada/ ComunitĂ  in Resistenza Empoli

Cobas ATI aderente alla Confederazione Cobas del lavoro, privato

Empoli Antifascista

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@nokingsitsly